Questa mattina si è svolta una commissione Consiliare sul progetto dei 4 Assi di Forza, con particolare riferimento a via Cantore. La configurazione della via del quartiere di Sampierdarena, potrebbe rimanere quella attuale. È quanto emerso dalla commissione odierna in cui l’assessore alle Infrastrutture Massimo Ferrante ha fatto il punto del progetto con focus proprio sull’arteria principale di Sampierdarena.
«È allo studio una soluzione che consenta di mantenere via Cantore come la conosciamo adesso − spiega Ferrante −ovvero mantenendo le due corsie dedicate al traffico privato, quella per i parcheggi e dedicandone una centrale al passaggio dei filobus. Questa soluzione, che è la meno impattante, comporterebbe però un restringimento delle carreggiate e questo porterebbe allo stop del transito dei mezzi pesanti in via Cantore, un’opzione sulla quale stiamo lavorando insieme all’assessore Robotti. Stiamo lavorando insieme a Enel affinché non si ripetano i disagi di via Buranello, emersi durante gli scavi per il cavidotto, che comporterà anche un risparmio per l’amministrazione. Via Cantore deve avere la stessa dignità di via XX Settembre, è una via iconica e stiamo ragionando su possibili compensazioni per migliorare la qualità della vita».
Alla commissione dedicata al progetto 4 Assi di via Cantore non sono state convocate le associazioni di categoria del territorio che hanno protestato per il mancato coinvolgimento. «Confcommercio e il Civ via Cantore e Dintorni non sono stati convocati – affermano Alessandro Cavo, presidente Confcommercio Genova, ed Emilio Rimondini, presidente del Civ -. Una scelta che non possiamo condividere e che rappresenta il segnale di un metodo che esclude proprio chi vive quotidianamente le strade della città».
I commercianti – sottolineano – sono tra i soggetti più direttamente coinvolti da qualsiasi intervento urbano: lavorano sulle strade, investono sulle strade e dalle strade traggono il loro sostentamento. Sono imprenditori ma anche cittadini, così come i loro dipendenti. Ignorarli significa non tenere conto dell’impatto reale che cantieri e modifiche alla viabilità hanno sull’economia di prossimità.
«Non è accettabile che le associazioni di categoria, che rappresentano commercio e pubblici esercizi, vengano tenute fuori dai processi decisionali. Questo approccio si traduce in cantieri avviati senza confronto e senza preavviso, con pesanti ricadute su accessibilità, flussi di clientela e tenuta economica delle imprese genovesi. Ribadiamo con forza che la concertazione non è un ostacolo ma una condizione indispensabile per realizzare progetti utili e sostenibili. Escludere chi rappresenta il tessuto economico della città significa compromettere l’efficacia degli interventi e indebolire il commercio di prossimità, che è parte integrante dell’identità e della vitalità di Genova».
Anche Confesercenti protesta, attraverso le parole del presidente Massimiliano Spigno: «Si tratta di una mancanza grave. Il tessuto commerciale di Sampierdarena è già fortemente provato dagli effetti del cantiere di via Buranello e rischia un ulteriore e significativo tracollo con l’avvio del cantiere di via Cantore. La mancata convocazione delle associazioni di categoria costituisce un fatto inaccettabile. L’assenza di condivisione e l’esclusione di Confesercenti dal dibattito hanno già prodotto, in passato, situazioni di evidente criticità, come dimostrato dall’esperienza dello street lab. Confesercent ribadisce con forza che non è con il bavaglio alle posizioni “scomode” che si governa la complessità dei territori, ma solo attraverso un confronto reale, trasparente e strutturato con tutti i soggetti coinvolti. Il coinvolgimento fin dalle fasi preliminari dei progetti rappresenta una condizione imprescindibile per evitare il ripetersi di errori già commessi e per scongiurare ulteriori ricadute negative su un commercio di prossimità già duramente colpito».
























