Il Centro di Competenza Start 4.0 prosegue nelle attività di supporto alle Pmi anche in questo 2026. Attivo il supporto alle imprese per quanto riguarda il bando da 150 milioni di euro annunciato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con Invitalia e rivolta a pmi e lavoratori autonomi. Si tratta di nuove opportunità per le pmi su cloud e cybersecurity per favorire l’adozione di servizi avanzati. L’iniziativa, attuata nell’ambito del Piano Transizione 4.0 e finanziata con risorse del Pnrr, punta ad accelerare la trasformazione digitale del tessuto imprenditoriale italiano, rafforzando la sicurezza informatica e l’efficienza operativa delle imprese, in particolare quelle di dimensioni medio-piccole.
Start 4.0 fornisce supporto tecnico e strategico nella definizione del progetto, aiutando le aziende a comprendere il bando e valutare l’ammissibilità, a selezionare i servizi più adatti tra quelli proposti (cloud, cybersecurity, piattaforme collaborative) e a configurare e predisporre il progetto secondo gli standard richiesti, oltre che a massimizzare l’impatto tecnologico e operativo dell’investimento. Le modalità di partecipazione al bando devono essere ancora comunicate dal ministero.
Con più di 50 imprese associate tra cui le più importanti organizzazioni di ricerca italiane il Cnr e l’Iit, l’università e in fortissima sinergia con la rete dei centri di competenza, delle camere di commercio italiane e con la rete nazionale delle associazioni delle imprese, Start 4.0 ha erogato più di 400 progetti, formato più di 130 mila persone e coinvolto più di 600 aziende nazionali e internazionali negli ultimi 5 anni.
L’esperienza all’Expo di Osaka
Nel 2025 Start 4.0 ha anche partecipato a varie iniziative internazionali, tra le ultime l’Hexagon Live Global 2025 di Las Vegas a novembre, mentre a ottobre, insieme a una delegazione “tech” ligure ha trascorso tre giorni in Svizzera per esplorare nuove opportunità di collaborazione nei settori dello spazio, dell’aerospazio e del trasferimento tecnologico, ma il 2025 è stato anche l’anno dell’Expo di Osaka e Start 4.0 è stata protagonista della giornata dedicata ai centri di competenza italiani realizzata in collaborazione con il Ministry of Economy, Trade and Industry (Meti) del Giappone.
«Ognuno di noi – spiega Georgia Cesarone, cto di Start 4.0 – ha raccontato la missione di supportare la trasformazione digitale nelle pmi, come Start 4.0 ci siamo concentrati sulla sicurezza e l’ottimizzazione delle infrastrutture strategiche visto che su questi aspetti eroghiamo servizi verticali. Abbiamo declinato la nostra missione nei servizi con esempi concreti e motivato la nostra presenza in Liguria, regione dove sono presenti infrastrutture strategiche come i porti e le autostrade. Non siamo nati a caso nel 2018, dopo la tragedia del Ponte Morandi. Allo stand sono venute persone ad approfondire la nostra missione ossia l’utilizzo della tecnologia a supporto dell’uomo, un aspetto che amplifica la nostra umanità in tutti gli ambiti: dalla salute ai beni culturali, dalla manutenzione predittiva all’economia circolare. In particolare hanno suscitato interesse la possibilità di fare rilievi con il laser scanner, i digital twin, la smart mobilità».
Quando si parla di sicurezza il riferimento non è soltanto alla protezione fisica delle opere, ma a un concetto ampio e integrato che comprende safety, security e cybersecurity. «E quando parliamo di infrastrutture strategiche – aggiunge Cesarone – pensiamo sì ai grandi asset nazionali come trasporti, logistica, energia, porti, telecomunicazioni, ma anche alle infrastrutture aziendali, che garantiscono la competitività delle nostre imprese e in particolare delle piccole e medie realtà che sono il cuore pulsante del nostro tessuto economico e che distillano l’eccellenza del made in Italy».
Tutta l’Italia ha delle fragilità intrinseche: rischio sismico, erosione costiera, difficoltà di un patrimonio infrastrutturale spesso datato; e queste infrastrutture sono spesso all’interno delle città e il Giappone ha affrontato e sta affrontando sfide simili.
Start 4.0 ha specificato i grandi filoni di attività correlati tra loro e che declinano la sicurezza e l’ottimizzazione in progetti concreti: sulla cybersecurity e la sicurezza integrata Start 4.0 fornito supporto all’elaborazione di modelli nazionali di cyber assessment, testati su migliaia di micro e piccole imprese. L’obiettivo non è solo valutare il livello di maturità, ma creare consapevolezza, fornire roadmap concrete e formare le persone, anche nell’ambito di una crisi. In ambito sistemi operativi industriali ha realizzato progetti di simulazione di attacchi e di risposta a incidenti, creando ambienti di formazione immersivi che aiutano operatori e tecnici a sperimentare scenari realistici senza correre rischi reali. Inoltre sta supportando sistemi portuali italiani nella messa in sicurezza in ambito cybersecurity e alcuni dei principali porti europei nel miglioramento delle competenze in ambito digitale e sicurezza.
Per quanto riguarda la sostenibilità e la transizione a misura d’uomo con l’analisi del ciclo di vita e con l’uso dell’IoT, di realtà aumentata e realtà virtuale, Start 4.0 ha sviluppato sistemi di manutenzione predittiva che permettono di monitorare ponti, gallerie, dighe e sistemi idrici, impianti produttivi, anticipando i problemi e riducendo i costi. I digital twin (copie digitali) di infrastrutture hanno permesso di simulare stress, eventi climatici o possibili malfunzionamenti e quindi di saper intervenire in modo mirato. Start 4.0 lavora anche per integrare fonti rinnovabili e nuove forme di energia, migliorare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale con una forte competenza sulla gestione dinamica dell’energia e sulla generazione di energia elettrica.
Il centro ha anche lavorato alla creazione di centri di simulazione clinica e medica che consentano di supportare l’uomo in tutte le fasi di una vita che si allunga sempre di più.
Il terzo filone è quello dell’open innovation e dell’intelligenza artificiale: «Abbiamo sostenuto decine di start-up e pmi nell’introduzione di soluzioni digitali per ottimizzare tutti i settori – afferma Cesarone – dalla robotica collaborativa alle piattaforme per la logistica intelligente, dal mondo del design alla moda, dalla produzione alimentare al mondo della cultura. Stiamo creando un hub per le tecnologie dual-use in collaborazione con l’Università di Genova. Uno degli esempi più interessanti è l’uso di nuovi sistemi di intelligenza artificiale per ottimizzare i flussi legati alla logistica integrata e al traffico, riducendo congestione ed emissioni e massimizzando l’efficienza. Oppure le soluzioni di smart mobility, che collegano aree remote migliorando accessibilità e servizi. La logistica è un tema centrale: Genova, con il suo porto, è la porta sull’Europa. Riuscire a renderla sicura e integrata significa rafforzare la competitività di tutta l’Italia».

























