I commissari straordinari dell’ex Ilva hanno iniziato oggi la trattativa esclusiva con il gruppo Flacks per rilevare il gruppo siderurgico, lo riporta l’Ansa citando fonti vicine al dossier, secondo le quali ‘inizia ora una fase di negoziato intenso unilaterale’ a partire dalla proposta del fondo statunitense che potrà subire modifiche, in particolare non è ancore stata definita la quota di partecipazione pubblica, che l’investitore propone del 40%.
Secondo quanto scrive l’agenzia, il piano indicato dalla società è di 5 miliardi di euro di investimenti e l’occupazione di oltre 8 mila lavoratori. Una volta conclusa la trattativa tra l’azienda e i commissari, la proposta di accordo definitiva sarà sottoposta al governo che deciderà se procedere. L’obiettivo indicato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso è di concludere l’assegnazione delle acciaierie, se la trattativa avrà esito favorevole, entro il primo quadrimestre del 2026.
Le reazioni sindacali non sono positive. «La scelta da parte dei commissari dell’ex Ilva di ritenere migliore l’offerta presentata da Flacks Group ci preoccupa per molti aspetti − dichiara Rocco Palombella, segretario generale Uilm, sull’agenzia Dire − iIn primo luogo perché si tratta, di fatto, dell’unica proposta presentata per l’acquisto dell’intero gruppo ex Ilva. Inoltre si tratta di un fondo di investimento, senza alcuna solidità industriale e che, per di più, non si è mai occupato di acciaio. Infine perché non vi erano offerte da parte di soggetti industriali siderurgici e non abbiamo dettagli sul piano industriale presentato, se non titoli o indiscrezioni di giornali e agenzie. Prima dell’avvio della trattativa in esclusiva con Flacks, chiediamo ai commissari e al Governo un urgente incontro a Palazzo Chigi, alla presenza del presidente Meloni, per conoscere tutti gli aspetti occupazionali, ambientali e industriali dell’offerta presentata e le motivazioni che hanno portato a questa decisione. Noi non tollereremo la presentazione di pacchi preconfezionati, da prendere o lasciare. Vogliamo negoziare il piano industriale, gli investimenti ambientali e tecnologici, i livelli occupazionali, il ruolo dello Stato e le garanzie per i lavoratori e le comunità interessate. Una cosa è certa: non lasceremo il destino di 20mila lavoratori nelle mani di un fondo di investimento. È fondamentale un ruolo centrale dello Stato nella futura società, con poteri effettivi e vincolanti per garantire la decarbonizzazione, il risanamento ambientale e la piena tutela occupazionale dei lavoratori diretti, dell’appalto e in Ilva AS. Sarebbe nefasto e intollerabile ripetere gli errori del passato. Vogliamo discutere immediatamente di ogni aspetto con Governo e Commissari perché, nel frattempo, la situazione negli stabilimenti è drammatica, con lo spegnimento progressivo degli impianti, con il nuovo rigetto della Procura della richiesta di dissequestro dell’Afo 1 e, senza piani alternativi, l’avvicinarsi della chiusura definitiva dal primo marzo prossimo».
«Apprendiamo che i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria hanno deciso di proseguire il negoziato per l’acquisizione degli stabilimenti in esclusiva con il fondo di investimento americano Flacks Group. È inaccettabile che le trattative avvengano con fondi speculativi alle spalle dei lavoratori. Ora più che mai è necessaria la costituzione di una società a maggioranza pubblica al fine di garantire la continuità industriale per la decarbonizzazzione e l’occupazione». Lo dichiara in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil.

























