Il corteo dei metalmeccanici genovesi è rientrato a Cornigliano dove prosegue il blocco dei lavoratori ex Ilva. Questa mattina, dopo la partenza alle 9 dai giardini Melis di Cornigliano, il corteo ha vissuto momenti di tensione sotto la prefettura, con lancio di lacrimogeni verso i manifestanti e gli alari della polizia sfondati da uno dei mezzi dell’azienda. Poi si è diretto alla stazione di Genova Brignole, per una breve occupazione.
Sul posto è giunta anche la sindaca di Genova Silvia Salis che ha ribadito che domani andrà a Roma per incontrare il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso per cercare di sbloccare la situazione.
«La città tutta è con i lavoratori. È giusto protestare ma, da sindaca, chiedo che rimanga una protesta nei limiti della non violenza perché non dobbiamo fornire alibi a chi non ci vuole dare risposte. Risposte che, invece, sono dovute e meritate». Aveva detto Silvia Salis questa mattina incontrando i lavoratori dell’ex Ilva a Cornigliano prima della manifestazione.
Il corteo dei metalmeccanici genovesi è partito alle 9 da Cornigliano in risposta allo sciopero proclamato ieri da Fim e Fiom. Al fianco dei lavoratori dell’ex Ilva sono scesi in piazza anche i metalmeccanici di Ansaldo Energia e di Piaggio Aerospace.
«Stiamo scioperando per la dignità del lavoro – scrive Ansa riportando le parole del segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma -. Perché è inaccettabile che il governo, che aveva presentato un piano che noi avevamo condiviso, in cui c’erano tre ‘Dri’ e quattro forni elettrici, di cui uno a Genova, per garantire la continuità produttiva e occupazionale ma anche la decarbonizzazione, invece a un certo punto abbia cambiato completamente le carte in tavola e abbia fermato tutti gli impianti».
«Domani sarò nuovamente dal ministro Urso e chiederò che vengano messe nero su bianco le 45.000 tonnellate di acciaio da zincare a Genova fino a fine febbraio quando dovrebbe essere conclusa la gara – ha detto la sindaca questa mattina al termine dell’incontro a Cornigliano con i lavoratori -. Ma chiederò anche che la vertenza passi a un tavolo superiore, con la regia della presidenza del Consiglio, perché finora non abbiamo avuto le risposte di cui avevamo bisogno sul futuro dell’ex Ilva e di questi lavoratori».
Salis ha ribadito che «lo Stato deve entrare nella nuova gara perché, nel caso non dovessero esserci offerte private convincenti, ci sia la possibilità di una statalizzazione, anche transitoria, che consenta una continuità produttiva, garantisca il funzionamento degli impianti e l’attrattività di tutto il gruppo, evitando che si apra una guerra tra poli del Nord e Taranto».
«Sono stati tre giorni intensi dove abbiamo messo in campo nuove iniziative di mobilitazione perché non siamo usciti soddisfatti dall’incontro di Roma», ha detto Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria, alla Dire. Il governo “non ferma l’idea del ciclo corto e questo è pericoloso per tutto il gruppo” e c’è “il rischio concreto per lo stabilimento di Cornigliano che, se dovesse fermarsi chiuderebbe per sempre”.
«Dopo aver ottenuto la continuità produttiva della banda stagnata dall’incontro al Mimit, con la mobilità di questi tre giorni non siamo riusciti ad ottenere la continuità produttiva anche per la banda zincata, per arrivare a marzo – ha aggiunto -. Oggi come Fim e Fiom siamo in corteo con la solidarietà di tutte le aziende metalmeccaniche di Genova verso la Prefettura che è l’organismo in città del Governo per essere ascoltati dal prefetto di Genova, vogliamo evitare di compromettere il futuro degli impianti di Cornigliano e del gruppo siderurgico più grande d’Europa. Insieme alle lavoratrici e i lavoratori di tutte le fabbriche e con la solidarietà della città che sentiamo vicina e ringraziamo, noi siamo dalla parte delle forze dell’ordine e chiediamo sostegno da parte di tutti per questo momento così difficile per il mondo del lavoro».

























