I sindacati hanno analizzato il piano di risanamento di Amt 2026/2031 (92 pagine) presentato dal presidente Berruti lo scorso 5 febbraio.
Il piano si articola su 5 macro temi: produzione chilometrica, strategia tariffaria, azioni industriali, aumento di capitale e revisione contratti di servizio.
Le segreterie Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal commentano in una nota: “Sospendendo valutazioni di merito relativamente al piano investimenti e ai benchmark di riferimento con altre aziende che lasciano parecchie perplessità, ci siamo concentrati sull’approfondimento del capitolo relativo alle azioni dirisanamento della struttura aziendale, ovvero ciò che si dovrebbe fare all’interno di Amt”.
La sintesi dei sindacati è questa: contrazione dell’organico complessivo di circa 300 unità al 2031, comprensive del cosiddetto “Fondino”, considerando anche una diminuzione dei volumi di servizio offerto; efficientamento dei turni di lavoro e introduzione dei contratti part time; redistribuzione più equa del PdR; inidonei e riconversione degli stessi principalmente alle attività di verifica titoli di viaggio; recupero del monte ferie pregresso e riduzione dell’assenteismo; aumento della produttività chilometrica nel corso del piano di risanamento.
“Come abbiamo già ribadito ripetutamente verbalmente a tutti i soggetti coinvolti, e firmato il 2 ottobre 2025 nonché il 5 gennaio 2026 con la Civica Amministrazione, le organizzazioni sindacali non sono, e non saranno, disponibili a sottoscrivere accordi sindacali che siano peggiorativi delle condizioni economiche e normative del personale”.
Nel corso delle prossime settimane sono stati calendarizzati 5 incontri con Amt per la discussione di queste tematiche. L’approccio che i sindacati avranno al tavolo negoziale sarà quello di ricercare misure di migliore conciliazione vita-lavoro che possano essere compatibili con le necessità aziendali.
“La situazione di Amt è sicuramente molto complessa e necessita di attenta valutazione e presa di coscienza da parte di tutti gli attori coinvolti; certo è che non dovranno essere i lavoratori, che sicuramente hanno fatto il loro dovere, a pagare errori o sottofinanziamenti che non sono di loro competenza. Ricordiamo che il tribunale ha autorizzato le misure di protezione nei confronti di Amt, contro eventuali azioni da parte dei creditori, fino al 20 febbraio 2026, pertanto risulta assolutamente essenziale per il percorso di risanamento la proroga delle misure per ulteriori 120 giorni. Superata la fase di rinnovo delle misure protettive e consolidata la rivisitazione del contratto di servizio, attraverso maggiori risorse da Regione Liguria e dal Comune di Genova, sarà necessario, sempre da parte degli Enti Locali, il percorso di ricapitalizzazione della società”.
























