I deputati Pd Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino hanno depositato un’interrogazione al ministro della Giustizia chiedendogli di intervenire per rafforzare l’organico del tribunale dei minori di Genova anche attraverso assegnazioni straordinarie e rivedendone anche la pianta organica alla luce del bacino di riferimento.
In una nota congiunta scrivono: “La condizione in cui versa il tribunale dei minori di Genova, con una carenza di organico che rischia di compromettere il regolare svolgimento del lavoro per la tutela dei diritti dei minori, è inaccettabile. Il ministro della Giustizia Nordio invece di perdere tempo ed energie in inutili e dannose riforme ideologiche che hanno come unico obiettivo quello di modificare in peggio l’equilibrio dei poteri disegnato dalla Costituzione, si occupi dei veri problemi della giustizia italiana: carenze croniche di personale, allungamento insostenibile dei tempi dei procedimenti e condizioni di lavoro inaccettabili negli uffici giudiziari. Il Tribunale dei minori di Genova, presidio essenziale per la tutela dei diritti dei minori e punto di riferimento per l’intera Liguria e la provincia di Massa Carrara, sta attraversando un momento di grande difficoltà: a fronte di una pianta organica prevista di 28 unità di personale amministrativo, le unità effettivamente in servizio sono oggi appena 18, ulteriormente ridotte da assenze legate a maternità, malattie e permessi. Una carenza strutturale che il ministero conosce da tempo e che continua a essere colpevolmente ignorata, nonostante l’aggravarsi dei carichi di lavoro per il personale e il rischio concreto di un progressivo blocco dell’attività giudiziaria”.
Per i deputati Pd il governo si limita a tamponare l’emergenza con soluzioni definite precarie e umilianti per il personale: “tirocinanti non retribuiti, agenti della polizia locale messi a disposizione dal Comune di Genova, interpelli interni che non partono. Nel frattempo migliaia di procedimenti restano fermi o vanno a rilento. Nel solo settore penale minorile risultano pendenti circa 2.000 procedimenti: fascicoli che rischiano di restare aperti per anni, fino a perdere ogni efficacia educativa e rieducativa. È il fallimento di una politica che predica riforme epocali e ignora la realtà quotidiana degli uffici giudiziari. Il ministro intervenga rapidamente e dia risposte a una carenza di organico che diventa sempre più allarmante”
























