Chiusura positiva per il Ftse Mib della Borsa di Milano. L’indice principale ha terminato a +0,44% spinto da titoli come Prysmian (+4,86%), Lottomatica (+2,55%) e Banco Bpm (+2,15%). Vendite su Eni (-1,65%), Banca Monte Paschi Siena (-1,55%) e Mediobanca (-1,41%). Sulla stessa linea l’All-Share. Negativi l’indice Star (-0,13%) e Brands (-0,37%). Positivo il Ftse Italia Growth (+0,24%).
Chiusura contrastata per le principali Borse europee. Parigi cede lo 0,21% a 8.313 punti, Londra guadagna lo 0,54% a 10.238 punti, Francoforte lo 0,26% a 25.352 punti.
Giornata caratterizzata dalle tensioni geopolitiche sullo sfondo e tech in primo piano, con il petrolio che scende insieme a oro e argento e il dollaro che sale sui massimi da un mese e mezzo.
Con il rallentamento sull’Iran e il focus sulla Groenlandia di Trump, calano i prezzi del petrolio: -4,37% a 63,64 dollari il future sul Brent, -4,64% a 59,14 quello sul Wti.
Vendite su oro e argento dopo i record: il metallo giallo perde lo 0,37% a 4.609 dollari l’oncia, mentre l’argento scende dell’1,75% a 91,6 dollari. In rialzo invece del 2,6% a 32,64 euro al megawattora il gas naturale ad Amsterdam.
Sul mercato valutario si rafforza il dollaro con l’euro che scivola sulla soglia di 1,16 sui minimi da fine novembre a 1,1609 dopo un minimo a 1,1593 (1,1650 ieri). La moneta unica vale anche 183,95 yen (da 184,48).
Chiusura in lieve calo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra il Btp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 63 punti base, lo stesso livello dell’apertura, e un punto in meno rispetto ai livelli di ieri, sempre vicino ai minimi dal 2009. In calo anche il rendimento del Btp decennale benchmark, che ha segnato una prima posizione al 3,44%, rispetto al 3,46% della vigilia.
























