L’amministrazione comunale di Santa Margherita Ligure ha incontrato i concessionari della Spiaggia di Ghiaia per informarli che la Regione Liguria, richiamando il decreto legislativo 116/2008, ha ritenuto di classificare tale area di balneazione come “scarsa” per cinque anni consecutivi. A esito di tale valutazione, lo specchio acqueo in questione potrebbe non essere inserito nell’elenco dei punti di monitoraggio per la prossima stagione balneare, passaggio preliminare all’adozione di un divieto permanente.
Il Comune di Santa Margherita Ligure (il cui territorio, dato 2025, vanta 15 bandiere blu) intende formalmente contestare tale ipotesi ed è attualmente impegnato nella predisposizione di una relazione tecnica e giuridica di approfondimento.
Nel documento si evidenzia come l’andamento dei parametri batteriologici risulti strettamente correlato a eventi meteorici intensi, a disservizi tecnici di natura temporanea o a possibili anomalie di natura statistica, non strutturali. Viene inoltre contestata l’interpretazione e l’applicazione della disciplina relativa ai “cinque anni consecutivi”, ritenuta non condivisibile sotto il profilo normativo e metodologico.
La relazione mette altresì in luce come l’amministrazione abbia da tempo intrapreso un’azione proattiva e sistematica di prevenzione e risoluzione delle criticità, attraverso: verifiche puntuali sugli scarichi pubblici e privati; l’adozione di provvedimenti sindacali finalizzati alla regolarizzazione degli stessi; il monitoraggio costante dei corsi d’acqua; interventi di ispezione ordinaria e straordinaria delle reti; controlli mirati e continuativi sul territorio comunale.
Dichiara la vicesindaco con delega all’Ambiente, Fabiola Brunetti: «Confidiamo che Regione voglia ritirare in autotutela il preavviso di esclusione della Spiaggia di Ghiaia dalle aree di monitoraggio. Chiediamo la convocazione di un tavolo permanente per l’analisi congiunta dei dati, l’attivazione di un protocollo di campionamento intensificato e proponiamo l’adozione di un’ordinanza meteo-dipendente, ossia un sistema di divieto temporaneo e automatico al verificarsi di eventi pluviometrici rilevanti. Come dimostrato dai calcoli effettuati, depurando i dati dagli eventi meteorologici e da altri eventi comunque di breve durata eccezionali e temporanei – come peraltro consentito e previsto dalla normativa – la Spiaggia di Ghiaia risulta pienamente conforme sia per il parametro degli Escherichia coli sia per quello degli Enterococchi intestinali. Un divieto permanente risulterebbe pertanto conseguente a un’errata valutazione dei dati e incompatibile con il corretto perseguimento dell’interesse pubblico, che è quello di tutelare la salute dei bagnanti senza comprimere ingiustificatamente la balneazione, arrecando un grave e ingiusto pregiudizio alla collettività locale, ai cittadini e agli operatori del settore, in assenza dei necessari presupposti di legge. Entrambi gli obiettivi, come dimostriamo nella relazione, sono pienamente compatibili».
























