Una narrazione più equilibrata e attenta, che ricorda quale fu il prezzo dell’arrivo di Cristoforo Colombo nelle Americhe quella che da oggi si vedrà al Galata Museo del Mare, dove inaugura oggi, alla presenza di autorità, studiosi ed esperti, la nuova Sala Colombo, completamente riallestita con il percorso “Impatto. Cristoforo Colombo e il Mondo Altro”.
«Un allestimento che nasce da un confronto − spiega il direttore del Mu.Ma Pierangelo Campodonico − da una collaborazione interdisciplinare in cui anche le parole hanno un significato preciso. Parliamo di impatto con il mondo altro, non di scoperta, né di nuovo mondo, visto che quelle popolazioni erano già ben presenti da migliaia di anni. Ci siamo guardati intorno e abbiamo instaurato una collaborazione preziosa con il Museo nazionale dell’Ecuador che ci ha aiutato a descrivere la figura di Colombo vista da latinoamericani di oggi».
«Un Continente, quello americano − racconta Campodonico − che era abitato da 200 diversi popoli e civiltà, con una dignità che per anni è stata forse troppo taciuta in favore del racconto della colonializzazione che è stata però responsabile della catastrofe demografica delle Americhe. Morirono tra il 70 e il 90% dei nativi americani, questo è il lato oscuro della storia, la storia deve essere storia di tutti, come questo museo deve essere la casa di tutti»
Paolo Masini, presidente del Mei – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, aggiunge: «Questa sala è frutto di un lavoro di mesi a livello internazionale. Riteniamo che il museo sia luogo di testimonianza e discussione utili in questo momento storico. La sala ci consente di vedere Colombo con una luce diversa e questa collaborazione consente al nostro polo culturale di distinguersi come un unicum a livello internazionale». L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Galata Museo del Mare e il Mei, culminata in un nuovo allestimento dedicato a Colombo.
Un allestimento innovativo che si sviluppa attraverso un percorso articolato in sette aree tematiche, ognuna delle quali esplora aspetti diversi della vita e dei viaggi di Cristoforo Colombo e delle conseguenze scaturite da queste, caratterizzate da videoproiezioni immersive, installazioni interattive e testimonianze originali. L’obiettivo è quello di offrire una visione completa della sua figura, che non si limita alla descrizione “celebrativa” dell’impresa, ma affronta anche le sue implicazioni storiche, culturali, sociali e ambientali, mettendo in comunicazione mondi così differenti.
La giornata di oggi, 5 dicembre, prevede un panel di esperti che, dalle ore 18, analizzeranno la figura di Cristoforo Colombo alla luce degli studi contemporanei, offrendo una lettura storica aggiornata dell’incontro – o meglio impatto – tra mondi diversi, sconosciuti tra loro. Il dibattito sarà introdotto da Marco Ansaldo, presidente dell’Istituzione MU.MA, e da Paolo Masini, presidente della Fondazione Mei, e sarà presieduto da Antonio Musarra, professore di storia Medievale all’Università di Roma La Sapienza.
Giustina Olgiati, dell’Archivio di Stato di Genova, illustrerà il viaggio dei documenti colombiani storici, mentre Carlos Montalvo, direttore del Museo Nazionale dell’Ecuador, offrirà una prospettiva latinoamericana sulla scoperta e le sue implicazioni. Pierangelo Castagneto, membro del Comitato Scientifico del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, parlerà dell’influenza di Colombo nella narrativa dell’emigrazione italiana. Pierangelo Campodonico, direttore dell’Istituzione Mu.MA, racconterà le scelte operate nel nuovo percorso museale “Impatto: Cristoforo Colombo e il Mondo Altro”. Le conclusioni saranno affidate a Giacomo Montanari, assessore alla cultura del Comune di Genova. Alle 19.15 è previsto il taglio del nastro per l’inaugurazione ufficiale della nuova sezione del museo.
All’evento partecipa, oltre alle persone già citate, Gianluca Chiarandà, presidente di Genova Cultura, che dichiara: «Siamo felici di aver contribuito in modo generoso al riallestimento della Sala Colombo, un progetto in linea con i valori cooperativi di pluralità culturale e inclusione. L’allestimento propone diversi punti di vista e una fruizione multilingue, grazie alla presenza dell’inglese e dello spagnolo, le due lingue più parlate nel continente americano, accanto all’italiano. Come Genova Cultura Scarl, rti composto da Cns e Cooperativa Socio Culturale, siamo orgogliosi di essere concessionari dei servizi di accoglienza, bigliettazione, marketing e comunicazione del Galata Museo del Mare, contribuendo così alla promozione di un museo sempre più aperto e internazionale».
Ansaldo spiega: «Si può e si deve affrontare la figura e la vicenda di Cristoforo Colombo, un grandissimo genovese, da lati diversi, e non solo coincidenti con quelli ci fanno via via più comodo. La ricerca storica ci insegna a procedere in modo serio e aperto: a essere larghi, profondi, curiosi, di sguardo ampio e libero, non soggetti a convenienze ma pronti a rilevare le novità e a discuterle. A Genova i Musei del Mare non fanno solo conservazione, ma ricerca. E gli studiosi e storici che partecipano a questo evento sono tra i più solidi e ferrati sull’argomento».
«Questo nuovo percorso museale − dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari − rappresenta, prima di tutto, un atto di responsabilità culturale. Parlare oggi di Colombo significa confrontarsi con una figura che appartiene tanto alla storia della città quanto alla storia globale: un personaggio che ha generato narrazioni, identità e – inevitabilmente – tensioni interpretative. La scelta del Galata di mettere al centro il concetto di “impatto” è un’operazione culturale matura, che prende sul serio gli sviluppi più recenti della storiografia e delle scienze sociali. Invece di offrire un racconto unidirezionale, il museo costruisce un dialogo tra fonti, immagini, testimonianze e prospettive differenti, europee e americane, invitando i visitatori a riflettere sulla complessità delle conseguenze di quell’incontro tra mondi. È un approccio che sposta Genova nel panorama internazionale dei musei che scelgono di non semplificare, ma di educare al dubbio, all’ascolto e alla pluralità. Questo allestimento non ci chiede di celebrare né di condannare: ci chiede di capire. E questa è, oggi, la forma più alta di cultura».
La nuova sala Colombo
La prima area è dedicata a Cristoforo Colombo, l’uomo e i documenti. In questa area, il visitatore può approfondire la vita e la famiglia di Colombo attraverso una selezione di documenti storici provenienti dagli Archivi di Stato di Genova e Savona.
Un innovativo touchscreen interattivo permette di esplorare ben 19 documenti cruciali della loro vicenda, arricchiti dalla presenza di un avatar digitale di Colombo che interagisce con il pubblico, rispondendo alle domande che più spesso i visitatori si pongono, in una inedita collaborazione tra storici, archivisti e multimendialisti.
A supporto della narrazione del progetto, nella seconda sala è esposto un nuovo allestimento della replica del globo di Martin Behaim, realizzato nel 1492. Il globo ruota, offrendo al visitatore la possibilità di immaginare il mondo conosciuto nel XV secolo, “senza” il continente americano.
Questo allestimento consente di esplorare, ad esempio, la rappresentazione del “grande Atlantico”, il vasto oceano che, secondo Behaim e i cartografi e navigatori del suo tempo, separava l’Europa dalle misteriose “Indie” del Nuovo Mondo.
Si prosegue con la sezione dedicata al primo viaggio di Colombo, che ricrea l’atmosfera dell’epico viaggio verso le Americhe. I visitatori potranno ammirare i modelli della nao e delle due caravelle utilizzate durante la traversata, accompagnati da una retroproiezione che traccia le tappe del viaggio, dalle bonacce equatoriali alle tempeste, fino al momento dell’arrivo nelle isole caraibiche. La proiezione è arricchita da una colonna sonora originale, che amplifica la tensione e l’angoscia vissuta dai marinai e dal loro ammiraglio durante un viaggio azzardato e rischioso. Una seconda grande retroproiezione è stata realizzata con l’obiettivo di raccontare un aspetto tragico e fondamentale della storia, ovvero come rapidamente l’arrivo dei colonizzatori portò con sé violenza e, soprattutto, malattie sconosciute.

























