I mercati scommettono su un conflitto breve tra Israele e Iran e oggi le Borse europee hanno chiuso in rialzo. L’ipotesi è ritenuta realistica dopo che il Wall Street Journal ha scritto che l’Iran sarebbe pronto a riprendere i colloqui sui suoi programmi nucleari con gli Stati Uniti e avrebbe inviato segnali urgenti per indicare la volontà di una de-escalation, usando intermediari arabi per far arrivare messaggi sia a Washington che a Tel Aviv. Milano segna +1,24%, Madrid +1,44%, Parigi +0,75%, Francoforte +0,78%, Londra +0,28%. Spread Btp/Bund sui 95 punti (variazione -0,52%, rendimento Btp 10 anni +3,47%, rendimento Bund 10 anni +2,52%).
A Piazza Affari vola il comparto bancario, con UniCredit (+3,44%) in testa al listino principale a +3,4%. Brilla anche la Popolare di Sondrio (+2,2%) nel giorno dell’avvio dell’offerta pubblica di scambio di Bper (+2,1%): alla chiusura lo sconto dell’operazione è superiore al 5% rispetto ai corsi di Borsa. Bene anche Mediobanca (+1,2%), all’indomani del rinvio dell’assemblea per discutere dell’operazione su Banca Generali, che fuori dal listino principale cede il 2,3%. Il premio dell’offerta di Mediobanca su Banca Generali si attesta a circa il 6%.
L’euro/dollaro si attesta a 1,1582 (da 1,156 della chiusura di venerdì. Il cambio euro/yen èa a 166,9 (da 166,5), il cambio dollaro/yen a 144,12 (da 143,98).
La prospettiva di una imminente fine del conflitto in Medio Oriente fa calare i prezzi dell’energia. Il gas naturale scambiato ad Amsterdam cede lo 0,2% a 37,8 euro al megawattora, forte il ribasso del petrolio: -3,6% il Brent a 71,5 dollari al barile, -3,37% il Wti di a 69,1 dollari.

























