Uno screening precoce dei disturbi della comunicazione e della relazione. Asl 5 e Amici della Pediatria onlus hanno siglato l’accordo relativo alla fase di avvio del programma. Le strutture di neuropsichiatria Infantile e di pediatria e neonatologia di Asl 5, sono le promotrici del programma di prevenzione per questo genere di disturbi, che possono sfociare in problemi dello spettro autistico e sono spesso accompagnati da fenomeni epilettici. Lo scopo è quello di fornire localmente uno strumento per l’individuazione, la diagnosi e la cura precoci, in rete con le forze territoriali e i servizi di livello superiore.
«La nuova esperienza si basa sull’individuazione dei bambini a rischio – spiega Franco Giovannoni, direttore della neuropsichiatria infantile – tramite un questionario somministrato dal pediatra a tutte le famiglie con figli di età compresa tra i 12 e i 24 mesi. Le famiglie dei bambini individuati a rischio sono contattate telefonicamente e indirizzate a un ambulatorio della pediatria ospedaliera di Asl 5 che svolgerà le indagini non invasive necessarie utili per confermare o meno l’esistenza del rischio: visita, test dell’udito ed elettroencefalografia. In caso di rischio confermato il soggetto sarà preso in carico dalla struttura di neuropsichiatria Infantile che, attraverso un percorso attuato con l’ausilio di personale psicologo e psicolinguista, rinforzerà lo sviluppo del linguaggio e della relazione». Grazie al percorso integrato, l’Asl stima una possibilità di miglioramento nell’80% dei casi. I costi del programma pilota, che durerà un anno, saranno in buona parte sostenuti dalle associazioni non profit, e in particolare dagli “Amici della pediatria onlus”, che si farà carico degli oneri finanziari e amministrativi del personale psicolinguista, grazie al supporto donato da “Cassa interna dei vigili del fuoco della Spezia”, “Cral Atc della Spezia” e “I Sogni di Benedetta onlus”.
«Il programma di prevenzione proposto – dice il direttore sanitario della Asl Andrea Conti – primo in Liguria e tra i primi in Italia di questa tipologia, ha richiesto un anno di studio per individuarne metodi e risorse e presenta la doppia valenza sia della molteplicità di operatori coinvolti sia dell’estensione a tutti i soggetti a rischio. Il programma, inoltre, è in linea con le raccomandazioni regionali e nazionali dei programmi a rete, poiché si associa, nella sua funzione preventiva e curativa, ad altri screening, quali la Rete Regionale per l’individuazione e la cura della sordità congenita, la diffusione di informazioni atte a prevenire la morte in culla e la diagnosi precoce di displasia evolutiva delle anche».
(nella foto di apertura: i rappresentanti delle associazioni non profit e della Asl)
























