«Dobbiamo sviluppare una vera e propria industria dell’università, perché lo sviluppo economico di questa città passa per gli investimenti su quella che è una città che deve essere universitaria, non solo di una grande università come già siamo, ma di servizio agli universitari». Lo ha detto Silvia Salis dal palco dell’evento dedicato a Mnesys, il partenariato guidato dall’Università di Genova che si è focalizzato sulla ricerca dedicata alle neuroscienze.
«Ne parlavo con la sindaca di Perugia − aggiunge Salis − Perugia è una città che si è sviluppata, che vive della sua università e noi da un lato possiamo pensare che una leva di sviluppo economico sarà questa Liguria anziana, farmaci contro l’Alzheimer, perché è così, però anche i giovani servono per studiare su questi progetti di neuroscienze. Fondamentali in un’epoca che va verso la longevità, quindi che dovrà gestire tutta una serie di patologie legate al decadimento cognitivo».
Salis ha ribadito di puntare sull’ex manicomio di Quarto come polo di attrazione per studenti, ma non solo: «Servono novemila posti, siamo disposti a valutare tutte le occasioni ma soprattutto è importante pensare a dei servizi universitari diffusi per non concentrarli solo in determinati quartieri e capire che la rigenerazione urbana passa anche attraverso una diversa geografia sociale, ossia portare i giovani in modo diffuso a vivere sul territorio con dei servizi universitari è qualcosa di molto importante anche non solo per ripopolare ma appunto per cambiare la geografia sociale e renderla più proiettata nel futuro»
Su Quarto la situazione è di attesa: «Stiamo aspettando che Cassa Depositi e Prestiti ci comunichi la data per il sopralluogo dentro la struttura». L’obiettivo è di avere lo studentato operativo prima della fine del mandato da sindaca.























