La crisi ucraina torna a intimorire i mercati e i listini azionari sono andati in netto ribasso il presidente Usa Joe Biden ha definito «estremamente alto» il rischio di un’invasione russa. Intanto rimane la preoccupazione degli investitori per le mosse delle Banche centrali che, per frenare l’inflazione, potrebbero annunciare misure di politica monetaria più severe del previsto, con la prospettiva che i prezzi continuino a salire in Europa per tutto il 2022.
Questo clima di insicurezza ha spinto gli investitori verso l’oro, che ha sfiorato i 1.900 dollari l’oncia, ai massimi da otto mesi. Ripreso anche l’aumento del prezzo del gas, arrivato a salire oltre il 7% a 74,9 euro al megawattora, mentre il greggio è calato, con il Wti di marzo -2,5% a 91,3 dollari e il Brent di aprile a 92,7 dollari (-2,2%).
Il Ftse Mib (-1,11%) è risultato a fine seduta maglia nera d’Europa. Il Ftse 100 di Londra segna -0,87%, il Dax 40 di Francoforte -0,67%, il Cac 40 di Parigi -0,26%.
Lo spread Btp/Bund si è ridotto dell’1,09% a 161 punti.
A Piazza Affari i ribassi hanno colpito soprattutto i bancari/finanziari, come nel resto d’Europa, con Bper Banca -3,98%, Unicredit – 2,73%, Mediobanca – 2,36%, Intesa Sanpaolo -1,86%, Generali Ass-1,82%, Banco Bpm -1,23%. Realizzi su Tenaris (-2,83%) dopo i conti sopra le attese (il titolo da inizio anno ha guadagnato circa il 25%). In forte ribasso anche Iveco (-3,52%) e Nexi (-3,12%).
Sul fronte dei cambi, l’euro passa di mano a 1,1367 dollari (ieri in chiusura a 1,1375) e a 130,70 yen (131,29), mentre il rapporto dollaro/yen si attesta a 114,97 (115,42).
























