Fondazione Carige, Amiu e Comune di Genova insieme per spingere sulla differenziata lanciare un modello di economia circolare capace di trasformare i rifiuti in risorsa e di promuovere una nuova cultura della sostenibilità ambientale. Quello che è emerso è la necessità di un nuovo patto sociale per raggiungere l’obiettivo della differenziata, del riciclo, della chiusura del ciclo dei rifiuti. Una comunicazione costante è necessaria.
È questo l’obiettivo dell’iniziativa “Genova Circolare – Le 4 R: da rifiuto a risorsa“, ospitato questa mattina nella sede di Fondazione Carige, a Palazzo Doria Carcassi, e promosso per fare il punto sulle buone pratiche già attive e sulle prospettive future per la città di Genova.
Il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze viene ritenuto decisivo per rendere strutturale il passaggio a un modello di sviluppo più responsabile e circolare. A tale proposito le ragazze e i ragazzi della commissione Giovani di Fondazione Carige grazie a questa iniziativa diventeranno gli ambasciatori del riciclo nelle scuole genovesi. Giovani a servizio dei giovani per diffondere conoscenze e rafforzare una cultura della cittadinanza attiva, critica e consapevole.
«Genova Circolare nasce da una collaborazione strutturata tra Amiu e Fondazione Carige, che mette insieme competenze tecniche e investimento culturale − sottolinea il direttore generale di Amiu Genova, Roberto Spera − come Amiu abbiamo progettato un percorso educativo che accompagna gli studenti nella comprensione dei principi dell’economia circolare e del valore economico e sociale della raccolta differenziata. Un percorso che riconosce il ruolo fondamentale dei cittadini, ma che richiama con forza anche la responsabilità di chi è tenuto a ripensare e riprogettare il packaging orientandolo verso materiali, filiere e risorse efficienti e sostenibili. ll coinvolgimento della Commissione Giovani della Fondazione e il lavoro con i consorzi di filiera rafforzano un approccio integrato, che punta sulla qualità dell’informazione e sulla misurabilità dei risultati».
Spera sottolinea che «la raccolta differenziata non è solo una questione economica, non è solo una questione ambientale, è anche una questione sociale. Abbiamo bisogno di un nuovo patto sociale in città.
Bisogna capire che solo tramite la raccolta differenziata si possono raggiungere tutti gli obiettivi che una società e una città come Genova si prefigge. Non trascuriamo anche la legalità. La raccolta differenziata è anche presidio di legalità». Il president di Amiu sottolinea che la differenziata è garanzia di tracciabilità, mentre l’indifferenziato rischia di essere disperso in filiere non controllate e presidiate dalla malavita.
Le strategie per far crescere la differenziata sono momenti ed eventi come questi. «Partiremo insieme al Conai e al Comune di Genova, con una campagna di comunicazione potentissima da febbraio e andremo Municipio per Municipio, coinvolgeremo le associazioni, i cittadini tutti, con dei momenti di informazione, di formazione, di coinvolgimento di tutte le classi sociali della città in modo che Genova possa raggiungere una percentuale raccolta differenziata che si avvicini quanto più possibile a quelli che sono gli obblighi dati da una normativa europea per poter poi anche affrontare la questione del fine ciclo in maniera un po’ più opportuna».
«Genova sta portando avanti con determinazione un percorso di transizione verso un modello di economia sempre più circolare – dichiara l’assessora all’Ambiente del Comune di Genova, Silvia Pericu – iniziative come ‘Genova Circolare’ dimostrano quanto sia fondamentale il lavoro di squadra tra istituzioni, aziende partecipate come Amiu, realtà del territorio e mondo della ricerca. La gestione dei rifiuti non può più essere considerata un problema, ma una grande opportunità ambientale, economica e sociale. Come amministrazione comunale continuiamo a investire su innovazione, educazione ambientale e coinvolgimento dei cittadini, a partire dalle giovani generazioni, perché il cambiamento culturale è la base per costruire una città più vivibile e sostenibile».
Pericu aggiunge: «Non possiamo nascondere che la città ha un ritardo un po’ culturale su questo tema, che invece ha investito tante comunità del Nord Italia. Noi pensiamo di poter fare molto da questo punto di vista, parlare alle giovani generazioni è abbastanza fondamentale per innescare questa leva di cambiamento. Fondazione Carige con questo progetto educational dà un grande aiuto, anche perché è molto targettizzato sui giovani e sulle scuole. Come Comune vogliamo fare una settimana dell’economia circolare, abbiamo questo Circular City Forum che sarà fatto ad aprile, poi vogliamo spingere molto grazie all’aiuto dei consorzi, che investiranno in un’importante campagna sulla raccolta differenziata rivolta a tutta la cittadinanza».
L’obiettivo di quest’anno per il Comune è del 60%, almeno, dopo il 53% dell’anno scorso. «Il 65% sarebbe l’obiettivo principale ed è quello per cui paghiamo il fatto di non averlo assolto. L’idea adesso è di riuscire a stringere di nuovo quel patto con la cittadinanza per cui si riacquista la fiducia sul fatto che Amiu raccoglie, lo fa bene, lo può fare anche ottimizzando queste filiere di raccolta e questo è il nostro principale obiettivo. Sarà un lavoro di squadra».
«Per una fondazione bancaria la sostenibilità è cruciale – afferma Lorenzo Cuocolo, presidente di Fondazione Carige – sia la sostenibilità ambientale sia la sostenibilità sociale. Chiaramente noi siamo più noti per i nostri interventi nel campo del sociale, ma in questo caso oggi parliamo di ambiente, parliamo nello specifico di rifiuti. Chiaramente produrre meno rifiuti significa da un lato consumare meno materie prime, ed è un aspetto molto importante, dall’altro lato cercare di mettere una pezza al grosso problema dello smaltimento dei rifiuti. L’economia circolare cerca di contrastare questa tendenza e devo dire che Genova è sicuramente una delle città più avanti su questi temi, quindi possiamo essere fiduciosi. Tutto questo si lega poi al sociale, perché è una città che funziona meglio e permette anche di aiutare meglio. Non solo, ma la cosiddetta giustizia ambientale che nasce negli anni 60-70 negli Stati Uniti dimostra come i danni ambientali più significativi sono sempre a scapito delle fasce sociali più deboli, quindi proteggere l’ambiente significa anche proteggere le fasce sociali più deboli».
«Vedere così tanti giovani partecipare a questo convegno è un segnale fortissimo e incoraggiante – afferma Lorenzo Cuocolo, presidente di Fondazione Carige – perché l’economia circolare parla soprattutto al futuro. Il confronto di oggi nasce da un lavoro di squadra che sta dando risultati concreti: la collaborazione con il Comune di Genova è intensa e promettente, così come quella con Amiu, partner all’avanguardia che contribuisce a rendere Genova uno dei laboratori più interessanti d’Italia su questi temi. Genova è una città complessa, dove fare economia circolare non è semplice. Proprio per questo è un terreno di sperimentazione: qui si provano soluzioni, si trasformano le difficoltà in innovazione e si supera il vecchio modello dell’economia lineare, fondato sul consumo e sullo scarto, per puntare su riuso, rigenerazione e valore. L’economia circolare significa consumare meno risorse, produrre meno rifiuti e affrontare una sfida che oggi è anche strategica e geopolitica, legata all’accesso alle materie prime. Per i più giovani è una grande opportunità: uno degli ambiti di lavoro più rilevanti dei prossimi decenni. Ma perché questo cambiamento sia reale servono competenze, studio e il coraggio di superare rigidità normative che oggi rischiano di frenare l’innovazione. È qui che si gioca il futuro».
Nel corso della mattinata si sono susseguiti interventi istituzionali e contributi tecnici dedicati ai principi delle 4R – riduzione, riuso, riciclo e recupero – con l’obiettivo di condividere esperienze e buone pratiche già attive sul territorio. Dopo i saluti del presidente di Fondazione Carige Lorenzo Cuocolo e dell’assessora all’Ambiente del Comune di Genova Silvia Pericu, è intervenuto Roberto Cavallo, divulgatore ambientale ed esperto di economia circolare, che ha affrontato i temi della riduzione dei rifiuti e del riuso. La filiera della raccolta differenziata e del riciclo degli imballaggi è stata approfondita da Antonio Protopapa di Corepla (filiera della plastica), Roberto Di Molfetta di Comieco (carta e cartone), Roberto Saettone di Coreve (vetro), e Luca Mattoni di Ricrea (acciaio). Nella seconda parte della mattinata hanno preso la parola Jenny Campagnol del Consorzio Italiano Compostatori, l’esperto di economia circolare Enzo Scalia e la ricercatrice e autrice Irene Ivoi, che ha offerto una riflessione sul ruolo della “spinta gentile” nei comportamenti sostenibili.
























