Stabile la domanda di lavoro in Liguria a gennaio 2026, mentre per i prossimi mesi le imprese prevedono una frenata di assunzioni programmate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Secondo il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a gennaio le imprese liguri prevedono di stipulare 11.840 nuovi contratti, 210 in meno rispetto all’avvio del 2025. Osservando il trimestre, però, le assunzioni attese in Liguria risultano in calo rispetto al 2025: da gennaio a marzo i nuovi contratti di lavoro stimati sono 34.050, ben 3.820 in meno rispetto allo scorso anno.
A livello nazionale per il mese di gennaio, le imprese prevedono di stipulare circa 527.000 contratti di lavoro, cifra che sale a oltre 1,4 milioni considerando l’intero primo trimestre dell’anno (gennaio-marzo). La domanda complessiva di lavoro risulta sostanzialmente invariata rispetto a gennaio 2025 (-0,6%), pur evidenziando dinamiche diverse tra i vari comparti economici.

Le prospettive appaiono incoraggianti nel settore primario, dove si registra un incremento del 6,5%, mentre il comparto dei servizi mantiene una sostanziale stabilità (+0,1%). Di segno opposto le previsioni dell’industria, caratterizzata da maggiore cautela (-3,5%), con particolare riferimento al manifatturiero (-4,6%) e, in forma più contenuta, alle costruzioni (-1,3%). Diminuisce di oltre 3 punti percentuali la difficoltà di reperimento (45,8% rispetto a 49,1% di gennaio 2025).
Sempre molto elevato il gap tra domanda e offerta: in Liguria più della metà dei profili ricercati dalla aziende risulta di difficile reperimento (50,1% delle assunzioni programmate a gennaio).
Secondo il Borsino delle Professioni del Sistema Informativo Excelsior, a livello nazionale i profili più difficili da reperire sono, tra le figure intellettuali e scientifiche, gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni (62,7%) e gli ingegneri (51,8%); tra i profili tecnici, i tecnici sanitari (64,4%), i tecnici della gestione dei processi produttivi (63,7%) e i tecnici dell’ingegneria (60,7%); tra le professioni qualificate nei settori commerciale e servizi, gli operatori dell’estetica (56,6%) e gli addetti ai servizi socio-sanitari (55,0%); tra gli operai specializzati, i rifinitori edili (75,0%), i meccanici e manutentori (69,6%) e i fabbri e costruttori di utensili (66,9%).
























