A margine dell’iniziativa “Genova circolare: le 4 R da rifiuto a risorsa” organizzata da Fondazione Carige con Amiu, il nuovo presidente della municipalizzata Roberto Spera ha fatto il punto sulla questione della chiusura del ciclo dei rifiuti e del termovalorizzatore.
«Amiu ha chiesto un po’ di tempo in più visto che è anche cambiato il cda. Spero e sono convinto che questo tempo ci sarà per poter fare delle corrette e giuste valutazioni anche sotto l’aspetto tecnico e capire qual è la cosa migliore per la città di Genova. Lo sforzo di oggi è di fare quanta più raccolta differenziata possibile, perché il fine ciclo dipende da quello che è il residuo. Quindi capiamo qual è il limite massimo che riusciamo a raggiungere».
Lo scorso 23 dicembre è stato pubblicato dalla Regione Liguria l’avviso esplorativo dell’Agenzia regionale Ligure per i rifiuti per la ricerca di operatori interessati per l’affidamento della concessione di realizzazione e gestione dell’impianto terminale di gestione rifiuti. La scadenza, per ora, è al 23 febbraio. La richiesta di proroga è di 180 giorni.
Quella del termovalorizzatore − ricorda Spera − è una soluzione adottata ormai da più di 30 anni in giro per l’Europa e non solo. «L’Italia ci sta arrivando in diverse città − spiega − Roma è verso la prima pietra, in Sicilia si parla del termovalorizzatore ormai da tempo. A mio avviso l’Italia ci arriva un po’ tardi, quindi è giusto e corretto fare quello che il Comune insieme ad Amiu ha deciso di fare, ossia uno studio approfondito per capire anche lì quale può essere una tecnologia che traguarda da qui a 20 anni».
Una linea condivisa dal Comune di Genova e dall’assessore all’Ambiente Silvia Pericu, che conferma quanto sia priorità per Genova la chiusura del ciclo dei rifiuti alla luce del fatto che la discarica di Scarpino chiuderà definitivamente nel 2030. Il termovalorizzatore è solo una delle opzioni in una situazione destinata a evolversi con l’arrivo della tariffazione puntuale, un obbligo dal 2028 secondo la nuova articolazione approvata da Arera. Taglia e tipologia di impianto necessaria per l’autonomia regionale vanno pensate di pari passo con l’incremento della raccolta differenziata e per Pericu occorre «introdurre sistemi premiali per dare motivazioni in una fase in cui il rapporto di fiducia tra utente e raccolta dei rifiuti si è un po’ incrinato».
























