Mentre si avvicina il 13 febbraio, l’ultima scadenza per adempiere alla normativa sui rifiuti, arrivano buone notizie per parrucchieri, barbieri, centri estetici, tatuatori, anche della Liguria: non dovranno iscriversi al Rentri, il registro per la gestione digitale dei rifiuti. Tale previsione è contenuta nella legge di bilancio 2026, evitando nuovi e pesanti adempimenti burocratici e costi inutili per migliaia di microimprese del settore.
Si tratta di un importante passo concreto della direzione della semplificazione normativa nel riconoscimento delle specificità delle imprese, dicono Confartigianato e Cna, che consente di evitare adempimenti burocratici e costi amministrativi, tutelando al contempo la corretta gestione dei rifiuti secondo le regole già in essere.
L’esclusione dell’obbligo di iscrizione al Rentri significa concretamente che le imprese del benessere non dovranno dotarsi di nuovi strumenti informatici, non saranno obbligate a tenere registri digitali complessi, né a trasmettere periodicamente dati. Le attività del benessere continueranno quindi a gestire i rifiuti secondo le procedure e le regole in essere.
«Viene così evitato l’ennesimo aggravio burocratico – commentano Giuseppe Graci e Mariangela Bei, presidenti regionali di Confartigianato acconciatori ed estetiste – fatto di procedure complesse e rischio di sanzioni. È un’importante semplificazione per migliaia di imprese liguri, ottenuta anche grazie all’azione della nostra associazione che ha portato al riconoscimento delle peculiarità del nostro settore».
Resta ferma la scadenza del 13 febbraio per le altre attività che dovranno iscriversi al Rentri, per le quali le sedi territoriali di Confartigianato restano a disposizione per assistere le imprese.
Anche Cna La Spezia è disposizione delle imprese per ogni tipo di chiarimento riguardo alla Legge di Bilancio per l’anno 2026e alla novità introdotta dall’art. 1, comma 789, che modifica l’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) che prevede l’esclusione dall’obbligo di iscrizione al Rentri per alcune categorie di produttori di rifiuti, tra cui le imprese di acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing.
L’intervento normativo recepisce le criticità più volte segnalate da Cna e dalle organizzazioni di rappresentanza del settore, evitando l’introduzione di un carico burocratico sproporzionato rispetto alle dimensioni aziendali e alla tipologia di rifiuti prodotti da queste attività.
«È fondamentale chiarire che le nuove disposizioni non incidono in alcun modo sulla classificazione dei rifiuti né sugli obblighi connessi al loro corretto smaltimento – spiega Valentina Figoli, responsabile di Cna Benessere e Sanità La Spezia -. In particolare, quindi, un rifiuto classificato come pericoloso continua a esserlo anche dopo l’entrata in vigore della norma; tali rifiuti devono essere conferiti esclusivamente a raccoglitori autorizzati e resta obbligatoria la compilazione del Formulario di Identificazione dei Rifiuti (Fir)».
«Per quanto riguarda la corretta classificazione, ricordiamo che, tra i rifiuti che possono essere presenti nell’attività di acconciatura, estetica e tatuaggio, e che potenzialmente possono essere considerati “pericolosi/speciali ” – prosegue Figoli – si segnalano, a titolo esemplificativo, in funzione del contenuto e della contaminazione: tinture per capelli, coloranti, decoloranti, prodotti chimici; sostanze per manicure e pedicure quali smalti, solventi, prodotti chimici vari; cera, strisce, materiali per epilazioni; imballaggi contaminati come contenitori, flaconi, taniche; contenitori a gas sotto pressione (spray, lacche, prodotti con propellenti); rifiuti taglienti o a rischio infettivo come lame/taglienti o materiali utilizzati nei tatuaggi/piercing. Bisogna precisare che non è possibile fare un elenco generalizzato in cui stabilire a monte le caratteristiche di un rifiuto, ma tale valutazione va fatta sulla specifica attività».
«Se si hanno dubbi in merito alla pericolosità di un prodotto, è bene richiedere al distributore la scheda tecnica o di sicurezza e valutare la pericolosità del prodotto. In questo caso Cna si rende disponibile a valutare, in base alla scheda di sicurezza e alla composizione chimica, se un prodotto deve essere così classificato» conclude la responsabile di Cna benessere e Sanità Figoli.
Un ambito sul quale sono ancora attesi chiarimenti riguarda l’evoluzione del Fir verso il formato digitale, prevista nell’ambito del Rentri. Attualmente, il quadro normativo prevede che: dal 13 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe, entrerà in vigore il nuovo modello di Fir digitale; fino a quella data per la compilazione del Fir valgono le modalità già in uso; l’obbligo di conservazione del Fir per almeno tre anni resta valido, indipendentemente dal formato.
Cna continuerà a monitorare l’evoluzione normativa e a fornire aggiornamenti tempestivi alle imprese associate. Si ricorda infine che le imprese del comparto benessere sono esonerate dalla tenuta dei registri di carico e scarico e non sono tenute alla presentazione del Mud. Tali adempimenti sono sostituiti dalla corretta conservazione, in ordine cronologico, dei Formulari di Identificazione dei Rifiuti.
Cna Benessere e Sanità La Spezia resta a disposizione delle imprese per supporto, chiarimenti e assistenza nell’applicazione delle norme ambientali, confermando il proprio impegno a tutela di un settore strategico per l’economia e la salute dei cittadini.

























