La Regione Liguria puntualizza sul funzionamento delle Case della Comunità, strutture nate per rispondere ai bisogni sanitari e sociosanitari a bassa e media complessità, evitando ai cittadini inutili spostamenti verso i grandi ospedali.
Queste strutture non sono semplici poliambulatori, ma luoghi di cura dove équipe multiprofessionali composte da medici di medicina generale, specialisti e infermieri lavorano insieme per seguire i pazienti nel tempo.
«Abbiamo voluto definire “Quando rivolgersi alla Casa della Comunità“, attraverso delle linee guida regionali che chiariscono in quali situazioni il cittadino può trovare una risposta completa ai casi meno urgenti, in strutture pensate per dare risposte sempre più vicine ai cittadini – sottolinea Massimo Nicolò, assessore alla Sanità della Regione Liguria − in questi luoghi è possibile trovare servizi adeguati e tempistiche più rapide. Rivolgersi ai punti di prossimità significa ricevere assistenza, senza dover ricorrere necessariamente all’ospedale, garantendo una presa in carico che guarda sia all’aspetto sanitario sia a quello sociale. Ricordo che il pronto soccorso deve essere utilizzato solo in caso di reale emergenza-urgenza: gli accessi con codice bianco, proprio perché non rivestono carattere di urgenza, prevedono infatti il pagamento del ticket. Le Case della Comunità servono proprio ad evitare questi accessi impropri, offrendo servizi adeguati e tempistiche più rapide e contribuendo, al contempo, a ridurre la pressione sui reparti ospedalieri».
Ci si può rivolgere ai punti di prossimità per casi come, a titolo esemplificativo:
Gestione delle cronicità: controllo e monitoraggio di patologie come diabete, scompenso cardiaco e Bpco;
Piccole urgenze e medicazioni: cura di ferite o ulcere che non necessitano di ricovero ospedaliero;
Riacutizzazioni lievi: gestione di sintomi comuni come febbre, tosse o lievi difficoltà respiratorie in pazienti già in carico;
Assistenza post-dimissione: monitoraggio clinico per chi è appena uscito dall’ospedale e necessità di supporto per terapie domiciliari o aderenza ai piani terapeutici;
Prestazioni infermieristiche: esecuzione di iniezioni, rilevazione dei parametri vitali ed elettrocardiogrammi programmabili;
Supporto sociale e psicologico: presa in carico di persone fragili, anziani non autosufficienti e offerta di supporto psicologico o attività di prevenzione.
Casi per accedere alla Casa della Comunità
A titolo puramente esemplificativo, possono accedere alla Casa della Comunità, i seguenti casi clinici e assistenziali:
Agitazione in stato ansioso già conosciuto;
Medicazioni e rimozioni punti;
Bruciore/Difficoltà a urinare Nausea e/o vomito ripetuto;
Contrattura muscolare;
Corpo estraneo orecchio;
Ostruzione o sostituzione di catetere vescicale;
Diarrea (senza sangue);
Piccole ferite;
Disturbi anali;
Problemi post-estrazione dentaria;
Prurito, arrossamento/tumefazione della cute;
Dolore addominale (con dolore lieve moderato);
Punture di insetto, morso di animale;
Riduzione dell’udito/Tappo di cerume;
Dolore alle articolazioni;
Sangue al naso;
Dolore orecchio;
Torcicollo;
Dolore fianco (tipo coliche renali);
Tosse/Raffreddore/Mal di gola;
Febbre;
Traumi lievi (piede, caviglia, ginocchia, gomito, polso, mano);
Mal di denti;
Ustioni minori – solari;
Mal di schiena – lombalgia;
Variazione glicemia;
Mal di testa – cefalea – emicrania (con dolore lieve-moderato);
Variazione pressione arteriosa.
Case della comunità aperte
Asl 1: Bordighera, Imperia, Pieve di teco, Taggia
Asl 2: Albenga, Finale ligure
Asl 3: Borgo Fornari, Genova Fiumara, Genova Pegli, Sestri Ponente, Struppa, Recco, Genova Via Archimede, Genova Voltri
Asl 4: Chiavari, Rapallo
Asl 5: La Spezia – via XXIV Maggio
Case della comunità che apriranno entro il 31 marzo 2026
Asl 1: Sanremo, Ventimiglia
Asl 2: Cairo Montenotte, Savona – via Collodi, Pietra Ligure, Vado Ligure
Asl 3: Bolzaneto, Campo Ligure, Genova Quarto, Genova – via Assarotti, Rivarolo
Asl 4: Sestri Levante
Asl 5: Ceparana, La Spezia, Luni, Sarzana

























