«Questa settimana tornerò a parlare con il ministro Adolfo Urso, sperando ci siano delle novità. Nel nostro ultimo incontro non ci sono state date risposte, ci è stato presentato un piano transitorio che non offre certezze né ai lavoratori né alla città. Sono risposte che non ci vanno bene, qui è in gioco lo sviluppo di questa città e la sua sostenibilità sociale». Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, che stamattina ha incontrato i lavoratori dell’ex Ilva in presidio a Cornigliano.
«Da sindaca – aggiunge Salis – l’unica domanda che mi interessa è: che cosa fa lo Stato se non intervengono investitori privati? Al ministro l’ho chiesto tre volte senza ottenere una risposta chiara. Se ha un’idea, deve dircela. Il governo e la Regione dicono che sarebbe bello se arrivassero investitori a febbraio, ma ricordo che anche quando a settembre, quando ci siamo resi disponibili a ragionare sul forno elettrico, sembrava che ci fosse qualcuno pronto a investire subito. E invece non c’era nessuno».
La sindaca ribadisce: «Al ministro dirò che la politica che sta portando avanti non mi convince e non convince la città. Stiamo parlando di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. È una linea strategica per il Paese. Difenderò i lavoratori fino in fondo, perché sono parte integrante dello sviluppo di Genova. Questa amministrazione è al loro fianco e non farò sconti a nessuno: farò qualsiasi cosa per ottenere delle risposte».
Antonio Apa, segretario generale della Uilm Genova si appella a Meloni: «Ribadiamo che per risolvere il problema della siderurgia occorre che la presidente del Consiglio avochi a sé la vicenda dell’ex Ilva, convochi le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, ritiri il progetto industriale di chiusura e prospetti una soluzione industriale con l’intervento anche dello Stato. Allo stesso tempo stigmatizziamo chi deforma e rende note notizie infondate davanti ai lavoratori dell’Ilva sul segretario generale della Uil Bombardieri, il quale non ha detto che bisogna chiudere la siderurgia ma ha semplicemente sostenuto che qualsiasi soluzione si avrà per la vicenda in termini di cessioni, riorganizzazione o ristrutturazione avrà ripercussioni negative sui lavoratori. Questi sono i fatti reali».
Il Pd in una nota dei deputati Valentina Ghio e Alberto Pandolfo insieme al capogruppo in Regione Liguria Armando Sanna, esprime vicinanza ai lavoratori e attacca il governo: “Vicini ai lavoratori, condividiamo le ragioni della loro protesta. Siamo di fronte a una destra al governo del Paese e della Regione che non fa altro che rimandare il problema spostandolo in avanti senza proporre alcuna vera soluzione. Basta procrastinare, la situazione è davvero preoccupante. Il governo si assuma la responsabilità di salvare ex Ilva e di non lasciare centinaia e centinaia di famiglie e migliaia di lavoratori in questo limbo. Ad oggi le soluzioni proposte sono provvisorie e non garantiscono continuità alla produzione e danneggiano in particolare Genova. Il governo, con la presidente del consiglio Meloni in prima persona, si assuma le proprie responsabilità. Servono risposte concrete su Ilva e sullo stabilimento di Genova. Il governo dica quante risorse intende mettere e il ruolo che lo Stato intende assumersi in questa partita iniziando da una nazionalizzazione, che si rende sempre piu necessaria. Basta scappare dalle proprie responsabilità non si puo attendere oltre per avere risposte chiare”.