Nei primi nove mesi del 2018 l’economia ligure ha continuato a crescere malgrado il difficile contesto economico nazionale e internazionale. È quanto si legge nella relazione in consiglio del presidente della Regione Giovanni Toti per la sessione di bilancio 2019-2020.
«Anche il mercato del lavoro – si legge ancora nella relazione – ha segnato un deciso miglioramento e, come segnala Istat con la rilevazione del terzo trimestre 2018, si registra un andamento congiunturale positivo dell’occupazione nella nostra Regione (+ 1,2%), in controtendenza rispetto al dato nazionale e del nord ovest (rispettivamente -0,6% e – 0,8%). Gli occupati crescono di oltre 10mila unità rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (+1,8%) e il tasso di disoccupazione cala all’8,4% ovvero di quasi due punti rispetto al secondo trimestre (10,3%) ma anche rispetto allo stesso periodo del 2017 quando era attestato al 9%. I lavoratori dipendenti crescono di oltre 9mila unità segnando un + 2,1% e anche la disoccupazione femminile scende dall’11,7% del 2017 al 10,8%».
I dati di arrivi e presenze turistiche nei primi nove mesi dell’anno «fanno registrare ancora un trend positivo per le province di Genova e La Spezia rispettivamente con un +3,3% e un +1,8% di arrivi fino a settembre. Le ripercussioni negative, a seguito del crollo del Ponte Morandi, dovute all’interruzione del collegamento autostradale dal nodo di Genova verso il ponente ligure nonché gli intensi eventi meteorologici avvenuti nel periodo autunnale giustificano il calo registrato nelle Province di Savona e Imperia».
Nella nota viene presentato anche un apposito focus sul crollo del Ponte Morandi: «si tratta di un puntuale report delle attività svolte, dalla fase di emergenza fino al piano di allocazione delle risorse e che impegnano tutta l’amministrazione nei diversi ambiti di diretta competenza. È stata predisposta una stima sull’impatto che l’attività nella filiera portuale genovese può avere sull’intera economia regionale e nazionale. Dagli studi effettuati dagli uffici regionali si evidenzia come a una variazione del 10% della produzione del porto di Genova corrisponda per la Liguria un incremento di valore aggiunto pari all’1,2% (per l’Italia lo 0,05%)».
























