Anche in Liguria cala la produzione totale di rifiuti urbani: se nel 2011 erano 961.690 tonnellate, nel 2015 sono state 872.416 (-9,28%). Lo rileva l’Ispra nel rapporto rifiuti urbani 2016. Il calo ligure è superiore a quello del Nord Italia, passato da 14.345.531 a 13.719.273 tonnellate (-4,37%) e italiano (-5,93%).
La produzione procapite del 2015 però è particolarmente alta rispetto alle altre Regioni: 555,3 kg per abitante all’anno. Solo Emilia Romagna (642), Toscana (607,8) e Valle D’Aosta (569,1) fanno peggio. Il dato del Nord è di 494,3 kg, quello italiano 486,7. Nel 2011 comunque la Liguria produceva 612,3 kg per abitante.
Le percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti urbani sono aumentate dal 28,6% del 2011 al 37,8% del 2015, un dato ancora inferiore rispetto alla maggioranza italiana (47,5%): un valore pari a quello del Lazio (37,5%), ben lontana dagli obiettivi 2011 (60%) e 2012 (65%). La quantità di differenziata procapite vede la Liguria tra le ultime sette regioni italiane con 210 kg all’anno (erano 194 nel 2014).
Rispetto ai kg per abitante, la Liguria è virtuosa su legno e Raee, rispettivamente con 18,7 kg e 5,3, facendo meglio della media del Nord (18,5 e 4,7).
Nell’ultimo anno il calo della produzione non è corrisposto a un calo del prodotto interno lordo e delle spese per i consumi finali. Il rapporto evidenzia anche altri fattori, oltre a quelli di carattere economico, che incidono sul dato di produzione dei rifiuti urbani: la diffusione di sistemi di raccolta domiciliare e/o di tariffazione puntuale che possono concorrere a una riduzione di conferimenti impropri; la riduzione della quota relativa ai rifiuti assimilati, dopo che sopravviene la gestione diretta da parte dei privati, soprattutto nel caso di tipologie economicamente remunerative; le azioni di riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte a seguito di specifiche misure di prevenzione.























