Fp Cgil e Uil Fpl si schierano contro la cessione del ramo d’azienda del servizio trasfusionale del Galliera all’Irccs AOM – l’Azienda Ospedaliera Metropolitana che dal primo gennaio 2026 ricomprende l’Ospedale San Martino, il Villa Scassi e il Galliera – annunciata ieri dall’assessore regionale Massimo Nicolò durante un incontro con i sindacati di categoria.
«L’assessore ha comunicato che prossimamente il centro trasfusionale del Galliera sarà oggetto di cessione di ramo d’azienda alla nuova Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM): la Funzione Pubblica è contraria a questa operazione che penalizzerà personale e utenti», spiega Luca Infantino segretario generale Fp Cgil Genova.
Il centro trasfusionale del Galliera occupa 26 dipendenti tra medici, infermieri, tecnici e operatori socio sanitari e secondo la riforma della sanità ligure, prossimamente il Centro passerà alla nuova AOM, ancor prima della stipula della convenzione che regola le relazioni tra i due enti: “avevamo detto sin da subito che questo accorpamento avrebbe generato problemi – dice Infantino -. Ad esempio, mentre già sappiamo che il personale potrà essere soggetto a trasferimento funzionale, ossia dover prestare servizio un giorno al Galliera e il giorno dopo in un altro centro, ai dipendenti arriveranno due CUD con tutto quello che questo comporta a fine anno sulla dichiarazione dei redditi, peraltro vicenda incredibile che già interessa oltre un migliaio di dipendenti dello Scassi”.
Per la Fp Cgil la sovrapposizione tra AOM e Ospedali potrà portare anche a costi aggiuntivi che ricadranno inevitabilmente sul servizio e quindi sui pazienti “aver voluto accelerare sulla riforma è stato uno sbaglio e ora a pagarne le conseguenze è il diritto alla salute – conclude Infantino – siamo fortemente contrari all’operazione che sta generando solo ulteriori problemi ed incertezze in un settore in cui c’era bisogno di tutto, tranne che di quelli”.
Contro la decisione anche la Uil Fpl. «Nonostante la normativa vigente preveda una procedura chiara che include il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e delle RSU aziendali in caso di cessione di ramo d’azienda, la Regione Liguria ha nuovamente optato per escludere i rappresentanti dei lavoratori dalla discussione e dalle scelte che riguardano lavoratori e utenti. Tale condotta è ritenuta inaccettabile dalla Uil Fpl», dicono Milena Speranza, segretaria generale Uil Fpl Liguria e Marco Vannucci, segretario generale Uil Fpl Genova.
«Solo pochi giorni or sono, avevamo energicamente denunciato il comportamento inadeguato e irrispettoso manifestato sia nei confronti dei dipendenti di Villa Scassi, trasferiti coattivamente e senza possibilità di scelta in AOM, sia di quelli del Galliera, il cui futuro rimane incerto in attesa della formalizzazione della convenzione tra la Regione e il Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale della Duchessa. Oggi ci troviamo di fronte all’ennesimo atto unilaterale, privo di confronto con le Organizzazioni Sindacali. Ieri mattina, l’assessore ha comunicato la decisione di cedere ad AOM le funzioni e il personale del centro trasfusionale del Galliera».
«Esprimiamo preoccupazione e contrarietà a questa scelta, sia nel merito che nel metodo – aggiungono i rappresentanti Uil Fpl -. Tale decisione avrà come inevitabile conseguenza un peggioramento delle condizioni di lavoro dei colleghi, considerate le incertezze sul loro futuro non solo professionale, nonché una diminuzione della qualità del servizio offerto ai cittadini, con ripercussioni negative anche in termini di sicurezza e costi».
«Stanno emergendo tutte le problematiche e le criticità che, come Uil Fpl, avevamo evidenziato ancor prima dell’approvazione della riforma. È inaccettabile che a subirne le conseguenze siano gli operatori sanitari, la vera risorsa del Servizio Sanitario Regionale, e gli utenti, penalizzati da una riorganizzazione confusa e implementata con eccessiva fretta. Al fine di tutelare i lavoratori e il servizio all’utenza, in questo caso specifico del trasfusionale del Galliera, riconosciuto come eccellenza nel panorama regionale, richiediamo il rispetto della normativa attraverso il coinvolgimento delle RSU e delle Organizzazioni Sindacali. Ciò consentirà la valutazione e l’adozione di ogni strumento utile a salvaguardare sia coloro che erogano il servizio sia coloro che ne beneficiano».
























