Lo spettro di uno shutdown negli Stati Uniti (blocco delle attività amministrative) tiene banco sui mercati azionari di tutto il mondo. L’Europa migliora solo verso il finale con Milano che chiude l’ultima seduta del mese a +0,4%, vicino ai massimi di giornata, e Parigi che riesce a strappare una chiusura sopra la parità. Debole Wall Street con i principali indici in territorio negativo.
A Washington da domani possibili ritardi nella pubblicazione dei dati macroeconomici, tra cui il report sull’occupazione, previsto per venerdì, da cui dipendono in buona parte le future mosse della Fed. Il Bureau of Labor Statistics, che produce i dati mensili sull’occupazione, ‘sospendera’ tutte le attivita” se il Congresso e il presidente Trump non riusciranno a raggiungere un accordo per estendere i finanziamenti del governo federale. In questo scenario l’oro ha aggiornato i massimi, oltre i 3.871 dollari l’oncia e il dollaro si è deprezzato.
Sull’azionario, a Milano scivola Mediobanca (-6,8%) ai minimi da cinque mesi, e chiude in calo anche Mps (-0,76%), nell’attesa che a Siena siano scelti i manager che guideranno l’istituto milanese.
A trainare gli acquisti sul Ftse Mib è Azimut (+4%) sostenuta da un report favorevole degli analisti di Mediobanca. Brunelli Cucinelli (+2%) chiude tra i migliori del listino una seduta altalenante in vista della pubblicazione dei ricavi del terzo trimestre che la società ha anticipato a domani. T
ra i peggiori del listino, anche Saipem (-3,6%) e Eni (-1,5%) in scia al calo dei prezzi del petrolio: il Brent in scadenza a novembre vale 67 dollari al barile (-1,3%) e il Wti è sui 62 dollari (-1,8%).
In calo anche il gas a 31,5 euro al megawattora (-1,7%).
Sul fronte dei cambi, l’euro resta sopra quota 1,17 dollari (a 1,173 come ieri in chiusura) mentre si rafforza la divisa nipponica. L’euro/yen scende a 173,5 e il dollaro-yen sotto quota 148.
























