Peggiorano ancora le principali Borse europee nel sesto giorno di conflitto in Ucraina in cui i russi stanno sferrando una nuova offensiva, dirigendosi verso Kiev. Il Cac 40 di Parigi segna -3,4% il Dax di Francoforte -3,1%, l’Ibex 35 di Madrid (-3%, il Ftse 100 di Londra -1,3%, il Ftse Mib di Milano -4,14%. L’indice d’area Stoxx 600, cede il 2%. A turbare i mercati non è solo la guerra ma la prospettiva delle sanzioni contro la Russia che avranno inevitabilmente effetti negativi anche sulle potenze occidentali.
Lo spread Btp/Bund si è ridotto sensibilmente, a 149 punti (variazione-7,31%, rendimento Btp 10 anni +1,42%, rendimento Bund 10 anni -0,07%)
A Piazza Affari sono state penalizzate ancora le banche, con Mediobanca -7,83%, Intesa Sanpaolo -7,72%, Bper -7,44%. In fondo al listino principale sono finiti Moncler (-9,12%) e Tim (-9,05%). Eni ha guadagnato il 3,04% grazie al rincaro del petrolio e al fatto che tra le banche russe scollegate da Swift non dovrebbe esserci Gazprombank, che collabora con il gruppo italiano sul mercato russo. Bene anche Leonardo (+1,45%), che continua a beneficrare del riarmo dei paesi europei e delle voci della partecipazione del gruppo al progetto di carro armato franco-italo-tedesco.
Sul mercato dei cambi, il dollaro si rafforza a 1,1111 per un euro da 1,1229 ieri in chiusura ed è in ribasso anche nei confronti dello yen a 127,65 (da 129,31 ieri), mentre il rapporto dollaro/yen è a 114,89 (115,00).
Sale il prezzo del petrolio: il Brent maggio sale del 7,41% a a 105,23 dollari al barile, mentre a a New York il Wti aprile balza dell’8,34% a 103,70 dollari. Sale anche il gas: il contratto aprile sul Ttf scambia a 122,75 euro al megawattora (+24,5%).
























