È finito l’effetto euforizzante dei vaccini anti Covid che ha spinto le borse di tutto il mondo nel mese di novembre, anche se Moderna ha confermato che il suo vaccino è efficace al 94,1% e ha chiesto l’autorizzazione in Usa ed Europa. I listini europei hanno chiuso in ribasso, con Francoforte -0,02%), Parigi -0,79%, Londra -1,09%. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All Share -1,27%, Ftse Mib -1,30%, Ftse Aim Italia +0,16%. Poco variato lo spread Btp/Bund, a 115 punti (variazione +1,03%, rendimento Btp 10 anni +0,58%, rendimento Bund 10 anni -0,57%).
A Piazza Affari il Mib è stato frenato dalle banche e in particolare dalla tensione ai vertici di Unicredit(-4,96), dove si discute sulla futura governance, inclusa la posizione dell’attuale ceo Jean Pierre Mustier e sulla possibile integrazione con Mps (+3%). In rialzo Pirelli (+3,6%) dopo l’upgrade di Intesa Sanpaolo, che ha portato la valutazione del titolo da add a buy.
Sul fronte valutario, l’euro si rafforza e vale 1,1952 dollari (contro 1,1922 venerdì in chiusura) e 124,713 yen (124,23), mentre il dollaro-yen vale 104,331. I dubbi su un accordo tra i Paesi dell’Opec+ per un’estensione al primo trimestre 2021 dei tagli alla produzione, infine, pesano sul greggio: il Wti di gennaio è scambiato a 45,1 dollari (-0,9%) e il Brent a 47,7 dollari (-1,1%).






















