Una commissione regionale sull’Ilva allargata a parlamentari e ministri liguri sarà convocata per l’11 gennaio alle 10. Lo ha deciso la III commissione Attività produttive, Cultura, Formazione e Lavoro, che questa mattina ha tenuto una seduta monotematica dedicata al gruppo siderurgico. La presidente della commissione, Stefania Pucciarelli, convocherà, con i consiglieri regionali, i parlamentari e i ministri liguri, L’obiettivo, ha dichiarato Pucciarelli, è che «arrivi al governo un segnale forte e condiviso da tutte le istituzioni liguri e genovesi affinché non vada perduto, ma semmai rafforzato, il patrimonio di professionalità ed esperienza accumulato in tanti anni nello stabilimento di Cornigliano». Per lo stesso giorno i sindacati hanno annunciato uno sciopero a Genova con corteo verso la prefettura.
Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil avevano chiesto una continuità di reddito per gli oltre 1.600 dipendenti di Cornigliano.
L’azienda al momento non è in grado di far lavorare gli operai quella settimana in più necessaria per coprire il taglio del 10% del contratto di solidarietà, che oggi riguarda 750 persone e che consentirebbe di tornare all’80% dello stipendio (con il Jobs Act la retribuzione è scesa dal 70 al 60% dell’intero stipendio e da settembre si arriverà al 50%).
I sindacati chiedono il rispetto dell’accordo di programma, ma alla vigilia di Natale è saltato l’emendamento che avrebbe dovuto stanziare i soldi per integrare il reddito dei lavoratori.
Oggi in III commissione Raffella Paita e Giovanni Lunardon (Pd) hanno chiesto il sostegno a due emendamenti al decreto salva-Ilva che questa mattina è arrivato nelle commissioni Ambiente e Attivita’ produttive della Camera riunite in seduta congiunta. Il primo emendamento, proposto dal governo, prevede che gli 800 milioni di euro, già stanziati a garanzia delle banche, siano devoluti direttamente all’azienda per i lavori di ambientalizzazione, il secondo, presentato dal parlamentare Lorenzo Basso (Pd), propone di utilizzare in favore dei lavoratori Ilva l’istituto dei lavori di pubblica utilità e integrazioni del reddito.
Il decreto “Conversione in legge del decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 191, recante disposizioni urgenti per la cessione a terzi dei complessi aziendali del Gruppo Ilva” l sull’Ilva, lo scorso 5 gennaio ha consentito, da parte dei commissari straordinari, il lancio dell’avviso internazionale finalizzato a cedere al mercato, anche attraverso il fitto, otto aziende del gruppo in amministrazione straordinaria. Il passaggio delle commissioni, che hanno già effettuato una prima istruttoria sul decreto, è preliminare all’approdo all’aula di Montecitorio, che avverràrà tra l’11 e il 12gennaio prossimi. Dopo il via libera della Camera, il decreto andrà al Senato per la definitiva conversione in legge. Il decreto scade ai primi di febbraio.
Nel decreto legge Ilva non c’è’ solo l’avvio delle operazioni di cessione dell’Ilva, con gli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi produzione dell’acciaio. C’e’ anche la concessione di un prestito da 300 milioni all’amministrazione straordinaria da parte dello Stato, attraverso Mise e Mef, per permettere di affrontare la fase della transizione da qui sino a fine giugno, risorse che poi dovrà restituire con gli interessi chi acquisirà la gestione dell’Ilva.























