Il segretario generale della Fiom Genova, Bruno Manganaro, polemizza sulla buona uscita che Fincantieri pagherà ad Andrea Mangoni ex direttore generale del gruppo, dimissionario nel novembre scorso .
Fincantieri il 31 dicembre aveva comunicato che «con efficacia a decorrere dal 31 dicembre 2015 il rapporto di lavoro subordinato con qualifica di dirigente tra la Società ed il dott. Andrea Mangoni è stato consensualmente risolto».
L’accordo tra Ficantieri e Mangoni «prevede la corresponsione di un importo conforme alla politica di remunerazione della Società comprensivo di (i) accordo transattivo sul corrispettivo contrattualmente previsto per la risoluzione del rapporto di lavoro, (ii) compenso per patto di non concorrenza valido sia sul territorio comunitario che su quello extracomunitario per una durata di 36 mesi, (iii) TFR e competenze di fine rapporto maturate ai sensi di legge e (iv) compenso per la rinuncia a ogni domanda o diritto comunque connessi o occasionati dagli intercorsi rapporti di lavoro e dalla loro risoluzione, ivi compresi diritti per remunerazioni di carattere fisso, variabile e/o incentivante o a qualsiasi altro titolo, per un importo complessivo di Euro 3.000.000,00 da corrispondere entro il 10 gennaio 2016. Il dott. Mangoni non ha ricevuto indennità o altri benefici in relazione alle dimissioni dalle cariche di Consigliere di Amministrazione e di Direttore Generale della Società, rassegnate in data 9 novembre 2015».
«È apparsa la notizia – si legge in una una nota stampa di Manganaro – che la Fincantieri pagherà al signor Mangoni il 10 gennaio 2016 ben 3 milioni di euro (buon anno!) come buona uscita dopo le sue dimissioni (si dice per conflitti con l’Amministratore Delegato) e dopo un lungo rapporto di lavoro durato ben 9 mesi».
«Mentre l’azienda ed il suo Amministratore Delegato – commenta il segretario della Fiom genovese – ci spiegano da un anno che non sono più possibili aumenti salariali per tutti i lavoratori, che la concorrenza sul mercato mondiale chiede sacrifici, che per queste ragioni l’Azienda ha disdettato gli accordi sindacali provocando una perdita per operai, impiegati e tecnici da oltre 9 mesi per una cifra che ogni mese pesa fra 80 e 110 euro, si trovano facilmente 3 milioni di euro per un dirigente. Per ottenere la stessa cifra un dipendente Fincantieri deve lavorare oltre 70 anni e chissà quanto di più per un lavoratore degli appalti! Per il gruppo dirigente di Fincantieri esistono due verità: quella buona per i lavoratori, chiedendo sacrifici, e quella per il consiglio di amministrazione».
«Sarebbe interessante – conclude Manganaro – conoscere l’opinione del Presidente del Consiglio Renzi visto che il governo è proprietario al 70% dell’azienda. Può essere che l’Italia riparta, come ci viene spiegato, ma c’è chi va a nuoto e chi su un panfilo d’oro»!
























