La prospettiva di una recessione globale indotta dal rialzo dei tassi deciso dalle banche centrali per domare l’inflazione ha intimorito le borse europee, che hanno chiuso in forte ribasso, e ha determinato un calo del prezzo del petrolio. L’andamento negativo di Wall Street, riaperta dopo le festività, ha reso ancora più cupo lo scenario. Parigi segna – 2,68%, Londra -2,9%, Francoforte – 2,91%, Madrid – 2,42%, Milano -2,99%.
Spread Btp/Bund a 199 punti (variazione +4,29%, rendimento Btp 10 anni +3,17%, rendimento Bund 10 anni+1,18%)
La previsione di un calo della domanda ha deprezzato il petrolio con il Wti di settembre a – 9% e il Brent di settembre a -8,2%. innescando la corsa al dollaro come bene rifugio. Questo ha indebolito l’euro, scambiato ormai a 1,024) contro il dollaro, come non accadeva da fine 2002 (cioè nell’anno della sua entrata in vigore ufficiale).
A Piazza Affari crollo dei diritti dell’aumento di capitale di Saipem (-93,89%) nel loro ultimo giorno di contrattazione. In ribasso petroliferi (Tenaris -8,25%), industriali (Leonardo -7,47%) e auto (Iveco -7,64%). Di Amplifon (+2,49%) la migliore performance del Mib.
























