La pausa nella corsa dei rendimenti dei Treasury Usa, tornati su quota 1,5% ha lasciato spazio ai titoli azionari, in particolare nel settore tecnologico e in quelli più ciclici, dalle auto alle banche. Il Ftse 100 di Londra segna +1,14%, il Cac 40 di Parigi +0,88%, il Dax 40 di Francoforte +0,73%, l’Ibex 35 di Madrid +1,25%, il Ftse Mib di Milano +0,64%. Lo spread Btp/Bund è diminuito a 103 punti (-2,55%)
A Piazza Affari in testa al Mib troviamo tre banche, Unicredit (+3,73%), Mediobanca (+2,73%) dopo che il primo azionista, la Delfin di Leonardo Del Vecchio, ha chiesto di integrare l’ordine del giorno dell’assemblea di ottobre anticipando modifiche statutarie già allo studio per il prossimo anno, e Bper (+2,56%) e un industriale-tecnologico, Leonardo (+2,84%). Maglia nera Telecom (-2,78%) a causa della debolezza del real brasiliano, che penalizzerebbe i gruppi più esposti nel paese sudamericano.
Sul mercato dei cambi, dollaro in rafforzamento a 1,1618 per un euro (da 1,1680 ieri in chiusura) e 111,84 yen (111,26), mentre il rapporto euro/yen è a 129,95 (129,96).
Volatile il prezzo del petrolio: in ribasso nella prima parte della seduta dopo l’annuncio dell aumento delle scorte Usa, il greggio si è poi riportato sopra la parità: il future novembre sul Wti guadagna lo 0,31% a 75,52 dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent si attesta a 79,15 dollari (+0,08%).
























