Netto rialzo dello spread tra BTp e Bund e segno rosso alla Borsa di Milano al termine di una seduta segnata dalla decisione, a sorpresa, del ministro dell’Economia Giovanni Tria di anticipare il suo rientro a Roma da Lussemburgo, dove oggi è riunito l’Eurogruppo, e di non partecipare all’Ecofin di domani. Ma l’andamento di tutta la giornata finanziaria è stato determinato dalle aspettative degli operatori nei confronti del governo italiano.
Dopo il tonfo di venerdì questa mattina Piazza Affari sembrava essersi ripresa grazie alle rassicurazioni arrivate nel fine settimana da Tria, che al Sole 24 Ore ha dichiarato di non aver mai minacciato le dimissioni e di voler restare al suo posto e che la manovra non è una sfida all’Unione europea, e anche grazie all’ottimismo generale per la conclusione dell’accordo sul trattato Nafta. Ftse Mib in mattinata è arrivato su +1%, poi le dichiarazioni del commissario europeo Pierre Moscovici hanno invertito la tendenza. Moscovici in sostanza ha ribadito che il deficit al 2,4% programmato dal governo italiano è molto ampio e al di fuori dei parametri europei. Infine è arrivato l’annuncio di Tria, i listini sono andati in calo e lo spread si è allargato. Milano ha chiuso con Ftse Italia All-Share a 22.820,67 punti (-0,42%) e Ftse Mib a 20.609,99 punti (-0,49%). Al termine degli scambi, il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano, il BTp dicembre 2028 (Isin IT0005340929 e il Bund agosto 2028 si è attestato a 283 punti base dai 267 punti del finale di venerdì (+16 pb). Il rendimento ha terminato al 3,30% contro il 3,15% della chiusura precedente.
Le altre piazze finanziarie hanno chiuso prevalentemente in positivo. Francoforte segna + 0,75% con il Dax a 12.336 punti, Parigi +0,24% con il Cac 40 a 5.506 punti, Londra – 0,17% con il Ftse 100 a 7.497 punti.
A Piazza Affari, come accade usualmente quando aumenta lo spread, le vendite hanno colpito soprattutto le banche. Tra i maggiori ribassi sul listino principale Banco Bpm (-5,75%), Ubi Banca (-4,57%), Bper Banca ( -3,94%). Male anche Telecom Italia (-5,3%).
Sul fronte dei cambi l’euro ha chiuso a 1,1582 sul dollaro.
Per il petrolio, Brent dicembre a 83,31 e Wti novembre a 73,73.
























