«Il primo risultato ottenuto è il riconoscimento, da parte dei rappresentanti dei Governi, che la riscrittura della convenzione internazionale non può prescindere dal contributo delle Regioni che in questi anni hanno difeso la sopravvivenza dell’asse ferroviario e stanno gestendo con rapidità e trasparenza i fondi per rimetterlo in sicurezza». A dirlo è la Regione Piemonte, ed è l’unico punto fermo dopo la riunione della Conferenza intergovernativa delle Alpi del Sud dello scorso 5 e 6 dicembre a Parigi, appuntamento molto atteso e che avrebbe potuto portare a una versione “stabilizzata” della nuova convenzione sulla ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza.
È stata invece una fumata nera: l’ordine del giorno è rimandato a una seconda riunione della Commissione mista, da costituirsi con le Regioni interessate (Piemonte e Provence-Alpes-Côte d’Azur), e da tenersi a Torino entro due mesi.
A Parigi erano presenti le delegazioni ministeriali di Infrastrutture e Trasporti italo-francesi, Rfi, Sncf-reseau e le due Regioni, ammesse però soltanto alla presentazione delle relazioni tecniche sull’avanzamento dei lavori relative al Colle di Tenda stradale e ai lavori di messa in sicurezza della linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia. Nella giornata successiva non sono invece stati invitati a partecipare i rappresentanti delle Regioni (e in particolare gli assessori Balocco e Tabarot), per una questione di competenza e per l’irrigidimento della delegazione ministeriale francese, come ha di fatto confermato l’assessore Balocco parlando di «tendenza del ministero francese a considerare il nuovo trattato nella stessa ottica verticistica che aveva prodotto i passati, cattivi accordi».
La convenzione attualmente in vigore è quella del 1970, siglata all’epoca della ricostruzione poi completata nel 1979. Fu l’Italia a sobbarcarsi gli oneri, anche di manutenzione, in seguito ai danni di guerra. Dopo un periodo di incertezza e di rischio chiusura, l’Italia ha stanziato 29 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza, a cui è seguito nei mesi scorsi l’annuncio di 15 milioni da parte francese (altri soldi potrebbero essere resi disponibili in futuro). Ne servirebbero in totale un centinaio. I lavori prevederanno un periodo di chiusura totale della linea da settembre 2017 a maggio 2018.
A quel punto dovrebbe essere pronta la nuova convenzione, per cui le Regioni propongono la creazione di un soggetto gestore “promotore pubblico”, sul modello del Tunnel Euroalpin Lione-Torino e di un Gect (Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera), aperto anche a Liguria e Principato di Monaco, per sviluppare la promozione turistica e reperire fondi europei:
«La direttrice ferroviaria Torino-Nizza – dice la nota piemontese – paga il prezzo di anni di assenza di interlocuzione politica fra Governi, ed è solo grazie alla determinazione delle Regioni Paca e Piemonte, ora sostenuta con convinzione dai dirigenti e funzionari del Ministero italiano, che finalmente inizia il percorso di rilancio di una infrastruttura strategica per i territori dei due Stati interessati». Sottolinea l’assessore Balocco: «Con la nostra fermezza abbiamo voluto difendere anche la doverosa necessità di coinvolgere nei lavori la Regione Paca con cui ora l’intesa è ottima e che in ogni caso rappresenta comunità territoriali nel cui interesse occorre chiudere un buon accordo. Noi abbiamo un’idea molto chiara su quello che la nuova convenzione dovrà prevedere e anche su quali potranno essere i canali attraverso cui reperire risorse. Abbiamo fiducia che i due Stati e le due amministrazioni ferroviarie sapranno fare la loro parte. Dunque, prossimo appuntamento Torino».























