L’anno prossimo festeggerà i 60 anni il gruppo Bottero di Cuneo, fondato nel 1957 e specializzato nella produzione di macchine e impianti per la lavorazione del vetro anche in un ciclo continuo di 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, leader mondiale nella realizzazione di impianti in tre settori: vetro piano, vetro cavo (contenitori in vetro) ed engineering. Una longevità non comune nel comparto, dovuta in primo luogo all’attenzione che l’azienda dedica da sempre all’evoluzione della domanda, tanto da riuscire spesso ad anticipare, più che seguire, le esigenze del mercato.
Bottero oggi è l’unica azienda al mondo a poter fornire esperienza e alta tecnologia in tutti i campi della lavorazione del vetro mediante la fornitura di macchinari e impianti dedicati, dal vetro piano monolitico e laminato alla produzione di contenitori in vetro, dalla realizzazione di linee complete per la produzione di lastre float e laminato, alle linee di imballaggio.
«I mercati – dichiara a Liguria Business Journal il chief executive officer Marco Tecchio – chiedono soprattutto sempre maggiore efficienza energetica, miglioramento della qualità e automazione crescente e noi siamo impegnati a soddisfare queste domande. Bottero può così offrire un prodotto affidabile, derivante da quasi 60 anni di esperienza ma anche innovativo, frutto di continui investimenti nel campo della ricerca e sviluppo, soddisfacendo in tal modo tutte le esigenze, dai prodotti di serie per la piccola-media impresa fino alla progettazione e realizzazioni di intere linee di produzione per grandi gruppi industriali internazionali. Sonoun centinaio i Paesi in cui lavorano macchine Bottero. Esportiamo il 95% del nostro prodotto».
L’avventura del gruppo ha inizio nel 1957 quando Pasquale Bottero lascia il lavoro in una vetreria di Vernante per fondare la Bottero Costruzioni Meccaniche con la collaborazione di Antonino Faccenda, e introduce le prime innovazioni nelle macchine usate per lavorare lastre di vetro. Nascono così i primi brevetti del tavolo basculante e della pinza automatica. E al vetro piano si aggiungono poi le macchine per il vetro cavo (per realizzare bottiglie e contenitori). Nel 1972, alla scomparsa di Bottero, entra nella compagine azionaria l’ingegnere Leonardo Ghinamo, artefice dell’internazionalizzazione cui è andato incontro il Gruppo.
Ghinamo è secondo di quattro fratelli. Formatosi al Politecnico di Torino, grazie a una borsa di studio, frequenta anche la scuola allievi della Fiat in corso Marconi prima di andare a fare l’ufficiale di complemento alla scuola di guerra aeronautica di Firenze. Una volta congedato, eccolo a Mirafiori, quindi consulente in una società di management, infine a Lecco per poi ritornare a Cuneo nei panni di imprenditore. Insieme a Ghinamo, sono socie altre tre famiglie piemontesi, tutte della zona e anche loro impegnate operativamente in azienda in vari ruoli: i Faccenda, gli Olmo e i Sesia. Padre di due figli (Paolo e Corrado) Leonardo Ghinamo ricopre oggi nel gruppo Bottero il ruolo di presidente.
Attualmente, al fianco di Ghinamo, ci sono esponenti della seconda generazione, tutti rappresentanti delle quattro famiglie socie della Bottero. Oggi sono otto, tutti occupanti posti di responsabilità. Tre Olmo (Iose, direzione Controllo e Finanza; Silvia, responsabile amministrazione del personale; Alberto, responsabile dell’amministrazione personale in Cometto), due Ghinamo (Paolo è vicepresidente della Cometto e direttore Acquisti e produzione, mentre Corrado dirige il settore Ict e semplificazione), un Faccenda (Aldo, direttore Risorse umane), due Sesia (Giovanni vicepresidente; Carlo, responsabile product support vetro piano).
Alla crisi globale La Bottero ha reagito con l’inserimento di personale commerciale, il lancio di nuovi prodotti e nuovi brevetti, la ricerca di fornitori anche extra Cee, il rafforzamento struttura finanziaria, nuove forme di vendita (con il supporto Sace), l’analisi possibili attività di montaggio in paesi Bric, la riduzione costi, ricorso ad ammoerizzatori sociali, solidarietà e prepensionamenti. Oggi il gruppo si appresta a celebrare il 60° con un fatturato consolidato 2015 di 160 milioni di euro, dà lavoro a circa 600 persone in Italia e 200 all’estero e vende in Europa, Africa, Nord America, America Latina, Estremo Oriente, Oceania.
Le principali società italiane che fanno capo al gruppo sono: Bottero (di Cuneo, è la holding finanziaria e sede sociale del Gruppo Bottero), Revimac di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza (Revisione di macchine per la lavorazione del vetro cavo e costruzione di macchinari ausiliari per il vetro cavo), Industrie Cometto (Progettazione e costruzione di veicoli per trasporti speciali) e Carico (Costruzione di carpenterie metalliche) entrambe nel cuneese. Nel complesso il gruppo utilizza 4 stabilimenti produttivi nel mondo (3 in Italia, 1 in Cina), 9 sedi commerciali 6 centri di Ricerca&Sviluppo nel mondo.
L’unità operativa di Cuneo è l’headquarter del gruppo. A Cuneo si tiene la progettazione, produzione, commercializzazione e assistenza tecnica di macchine e impianti per la lavorazione e movimentazione del vetro piano e cavo. Bottero spa si avvale di altre due unità a Pesaro e Trana, in provincia di Torino. A Pesaro si porta avanti l’attività legata allo sviluppo tecnico e alla prototipazione dei centri di lavoro; qui si trova il cervello ed il cuore pulsante del settore Centro di lavoro, costituito dal centro ricerca e sviluppo (R&D center), dall’assistenza tecnica e dalla show-room, che sono a completa disposizione dei clienti e della rete commerciale. La profonda conoscenza della tecnologia del controllo numerico applicato alle macchine, ha permesso all’unità di Pesaro di sfruttare in maniera sinergica tale know-how, trasferendolo nel settore della lavorazione del marmo, granito e pietra. La produzione delle macchine a controllo numerico viene svolta invece negli stabilimenti di Trana, dove avviene in particolare la progettazione, costruzione e assistenza tecnica di macchine per la lavorazione del bordo della lastra di vetro.
























