«Per combattere il surriscaldamento globale bisogna piantare mille miliardi di alberi: operazione molto meno complessa rispetto a convincere i governi del pianeta a ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera».
Questo uno dei passaggi dell’intervento di Stefano Mancuso, divulgatore di fama internazionale e direttore del Linv (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale), ospite sabato mattina insieme al frontman del gruppo rock Marlene Kuntz Cristiano Godano all’incontro promosso dal Patto di sussidiarietà dei sestieri del centro storico di Genova ai Giardini Luzzati, stipati di gente dall’inizio alla fine del dibattito incentrato sul tema dell’impatto ambientale e dello sviluppo degli ecosistemi sociali.
«Genova rispetto al 1960 è più calda di 3,4 gradi centigradi. Entro il 2050 rischia di diventare come Marrakech – avverte Mancuso – ma il capoluogo ligure non è costruito come Marrakech, edificata attraverso tipologie di costruzione e materiali adatti a quei climi. L’obiettivo comune deve essere quello di contrastare l’innalzamento delle temperature. A farne le spese, altrimenti, saremo tutti quanti».
























