Antonio Bonjean, amministratore delegato e figura storica della maggiore cooperativa sociale di Savona, Il Faggio, ha presentato le proprie dimissioni dal consiglio di amministrazione. Un gesto che è arrivato al termine di mesi di grande trambusto, causati da un “buco” nei conti del Faggio che si presume essere di diversi milioni di euro.
Da tempo ormai gruppi di dipendenti chiedono un passo indietro non solo a Bonjean, ma anche alla presidente Sabrina Pastorino e all’ex presidente Sara Vaggi (ora vice, nonché presidente di Ata, l’azienda partecipata del Comune di Savona che si occupa della gestione dei rifiuti e del verde pubblico).
Le dimissioni di Bonjean, in ogni caso, sono solo la prima mossa di un più ampio “piano di salvataggio” elaborato insieme a Legacoop e al Movimento cooperativo. Il Faggio, a oggi, dà lavoro a quasi 900 persone: la sua chiusura sarebbe un duro colpo per una provincia martoriata dai fallimenti delle grandi aziende; senza calcolare l’indotto, nonché gli utenti dei servizi sociali che il Faggio eroga: assistenza ai disabili, agli anziani, accoglienza dei migranti, gestione delle strutture per la salute mentale.
Il piano di risanamento del bilancio, della durata triennale, prevede l’acquisizione di diversi stabili di proprietà della cooperativa, per iniettare liquidità nelle sue casse, per poi lasciarglieli in gestione.
I prossimi passi verranno decisi l’11 gennaio, quando si terrà un’assemblea generale dei soci che si preannuncia infuocata: sia per le scelte difficili da prendere, sia perché da mesi i dipendenti vedono lo stipendio “col contagocce”.
























