«Noi parliamo alla città. Non è vero che le discussioni devono restare interne al partito, i media e i social sono spazi essenziali al dibattito e alla democrazia». Simone Regazzoni, membro della Commissione Garante del Pd genovese, non torna indietro dopo le dichiarazioni sulla questione del mercatino di corso Quadrio che hanno fatto esplodere la polemica nel partito. In seguito a mesi di proteste di cittadini e commercianti per l’occupazione abusiva, da parte di ambulanti, della zona tra via Turati e l’Expo, la giunta del Comune di Genova guidata da Marco Doria ha deciso di trasferire il mercatino poco lontano, in corso Quadrio e di “legalizzarlo”. Gli abusivi di via Turati vendevano merce perlopiù ricavata dai bidoni della spazzatura o staccata dai contenitori della Caritas. La soluzione di corso Quadrio è stata aspramente contestata da numerosi cittadini, dal centrodestra e da associazioni di commercianti.
Ma anche, e pubblicamente, da esponenti del Pd.
Regazzoni, e Victor Rasetto, membro della Direzione regionale e provinciale del Pd, hanno sottoscritto un documento, trasmesso ai media e riportato su facebook, in cui attaccano duramente la misura prevista dalla giunta Doria.
«Una sinistra senza complessi ideologici – si legge nel documento – deve dire chiaramente che il mercatino di corso Quadrio è illegale e indecoroso. Non siamo sicuri che “la bellezza salverà il mondo”, come scriveva Dostoevskij. Quel che è certo è che nel decoro urbano è in gioco il valore di una città. È una regola che vale – o dovrebbe valere – anche per Genova. Il mercatino di corso Quadrio non solo è illegale: è anche indecoroso per la nostra città».
Secondo Regazzoni e Rasetto, «non è solo da questo che verrà giudicata la Giunta Doria, che peraltro qui non è in alcun modo in discussione. E tuttavia, il problema è reale e andrebbe affrontato. Perché danneggia i cittadini, Genova e indebolisce Doria. Il punto è semplice: se a sinistra non abbiamo il coraggio di dire che il mercatino va chiuso, lasciamo che sia la destra a strumentalizzare il fenomeno e a farsi portavoce di valori fondamentali come legalità, sicurezza, decoro. Non ci sono alibi retorici che tengano: solo errori che si pagano, presto o tardi. Oggi – sottolineano i due esponenti del Pd – una sinistra moderna e senza complessi ideologici deve difendere con forza e chiarezza legalità e decoro davanti ai cittadini, se vuole meritare non solo il loro consenso, ma in primo luogo il loro rispetto. I cittadini hanno il sacrosanto diritto di non vedere al cuore della propria città mercatini illegali in cui avviene il commercio e lo scambio di merci nel migliore dei casi prese dalla spazzatura. Perché questo danneggia la legalità, l’immagine della città ed è ingiusto nei confronti di quei commercianti che rispettano le leggi, pagano le tasse e stringono i denti per arrivare a fine mese. È indubbio – si legge ancora nella nota – che a Genova ci siano migranti in difficoltà che hanno problemi di integrazione. Ma non sarà certo la “legalizzazione” di un mercatino illegale a produrre questo effetto. Il rischio è solo quello di un’ulteriore stigmatizzazione sociale e della strumentalizzazione in chiave xenofoba. Crediamo sia giusto sollevare, insieme al tema della legalità, anche quello del decoro urbano inteso come valore sociale e comunitario».
«Il decoro urbano – precisano i due dirigenti del Pd – garantisce che strade, piazze, edifici siano capaci di riflettere adeguatamente il valore di una città, rendendolo percepibile a cittadini e turisti. Genova è una città di grande bellezza, ma con problemi di decoro. Genova ha il problema di non manifestare adeguatamente il suo straordinario valore. Non basta lamentarsi; o dire che la nostra bellezza non è compresa. Dovrebbe essere impegno collettivo, di tutti noi, a partire dalle istituzioni fino ai cittadini, lavorare per far emergere la grande bellezza di Genova. Concedere uno spazio in pieno centro, a due passi dal cuore turistico della città, per lo scambio e la vendita di vecchi oggetti presi, nel migliore dei casi, dalla spazzatura è un danno per Genova e i suoi cittadini».
«Auspichiamo quindi – concludono Regazzoni e Rasetto – che la Giunta riveda la propria posizione sul mercatino di corso Quadrio nel rispetto della città tutta, e dica chiaramente che non ci sono spazi nella città per mercatini illegali. Questo non sarebbe solo un modo per correggere un errore, ma anche un modo per mostrare che esiste ancora una politica capace di ascoltare la voce dei cittadini».
La segreteria provinciale genovese del Pd, guidata da Alessandro Terrile, ha risposto con una nota in cui, in sostanza, accusa i due firmatari del documento, di voler indebolire la giunta Doria.
«Esprimiamo stupore – è scritto nella nota stampa della segreteria del Pd genovese – per le dichiarazioni di Victor Rasetto e di Simone Regazzoni. I modi e i contenuti sono decisamente inusuali per chi, come loro, ha ricoperto o ricopre tuttora ruoli di responsabilità nel partito democratico, e dovrebbe sapere bene che le decisioni sono frutto di discussione collettiva, più che esercizio di pensiero personale. Il Partito Democratico genovese – insieme alla Giunta Doria, al Gruppo Consiliare in Comune e a quello del Municipio I Centro Est – ha lavorato tenacemente per raggiungere una soluzione di riduzione del danno, che restituisce Via Turati al decoro urbano, ed avvia un progetto sperimentale che coniuga lotta alla marginalità sociale e legalità.Ne verificheremo i risultati a partire dalle prossime settimane».
«Resta l’amarezza – prosegue il comunicato – per chi, a dispetto delle rassicurazioni di senso contrario, sembra voler approfittare di una vicenda delicata e marginale per indebolire l’amministrazione comunale. Ma Genova non è Roma. Non lo permetteremo. La Giunta Doria sta affrontando partite importanti per il rilancio della città e gli sforzi del Partito Democratico sono volti a perseguire quegli obiettivi. Ma è del tutto evidente che tali sforzi risulteranno vani se tra i dirigenti democratici genovesi prevarranno le posizioni personali alla discussione collettiva, fatta nei circoli e con i nostri eletti. Sembra – conclude il comunicato – che la dura lezione delle ultime Elezioni regionali non abbia insegnato abbastanza neanche a chi di quella campagna elettorale è stato protagonista in prima persona; contrariamente alla maggior parte dei dirigenti, dei militanti e degli amministratori che si è, da subito e con tutte le forze, messa a disposizione del faticoso lavoro di ricostruzione del Commissario regionale David Ermini. Il PD genovese continuerà a lavorare in questo senso, con coerenza e lealtà».
«Non c’è nessun tentativo di indebolire la giunta Doria – dichiara Regazzoni a BJ Liguria – vogliamo soltanto fare chiarezza totale, ci mettiamo la nostra faccia, e chiederemo un un’ulteriore discussione su problema che non è per nulla marginaleper la città. Ma il fatto che non si voglia indebolire la giunta significa forse che di qui al 2017 non potremo più discutere? Noi crediamo, al contrario, che non soltanto la giunta debba cambiare passo ma anche ascoltare di più la città».























