Chiusura piatta per la Borsa di Milano e gli altri principali listini europei, nonostante la sorpresa positiva arrivata dagli Usa, con la lettura preliminare del pil del primo trimestre 2019 molto sopra le aspettative e tale da allontanare i timori di una prossima recessione. Eurostoxx segna +0,23%, Eurostoxx 50 +0,24%, il Cac 40 +0,21%, Dax 30 +0,27%, il Ftse 100 di Londra -0,08%, Piazza Affari ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 23.783,02 punti (+0,06%) e Ftse Mib a 21.737,97 punti (+0,08%).
A Milano il calo del petrolio ha determinato il ribasso degli energetici, con Saipem-3,59%, Tenaris -3,21%, Eni -1,06%, mentre l’attesa del rating di Standard & Poor’s sul debito sovrano dell’Italia non ha impedito una contrazione dello spread BtP Italia/Bund a dieci anni (oggi attestato sui 260 punti base da 264 pb del 24 aprile), segno che secondo gli analisti l’agenzia lascerà le valutazioni invariate a BBB, cioè due gradini al di sopra del grado speculativo.
La richiesta all’Opec del presidente americano Donald Trump di far scendere i prezzi della benzina ha penalizzato il greggio: il wti, contratto consegna giugno, arretra del 3,5% a 62,97 dollari al barile, dopo aver segnato un ribasso di oltre il 4%.
Sul Forex l’euro si è rafforzato dopo il dato sul pil Usa: si attesta a 1,1165 dollari (1,1132 ieri sera). Vale inoltre 124,69 yen (125,12), mentre il dollaro-yen si attesta a 111,59 (111,78).
























