Banca Carige chiude i primi nove mesi del 2018 con una perdita netta di 188,9 milioni di euro, un margine operativo lordo positivo e in crescita del 65,8% su base annua a 36,7 milioni di euro. I risultati consolidati sono stati approvati dal cda della banca che ha approvato una manovra di rafforzamento per assicurare il ripristino dei coefficienti patrimoniali.
Il risultato netto di periodo dei primi nove mesi del 2018, pari a una perdita di 188,9 milioni, si legge in una nota di Carige, è stato condizionato dal costo del rischio, che sconta il recepimento, nel terzo trimestre, della verifica effettuata sul portafoglio creditizio e la cessione, nonché il saldo e stralcio di posizioni deteriorate, che hanno determinato la contabilizzazione di 256,5 milioni di euro tra perdite e rettifiche di valore su crediti, precludendo di fatto la possibilità di raggiungere il target di utile netto fissato dal Piano 2017-2020 per l’esercizio in corso. A seguito di un’ampia verifica condotta sul portafoglio crediti, anche oggetto di ispezione da parte di Bce, su posizioni in essere al 31 marzo 2018 (pari al 21% dell’intero portafoglio) con una credit file review compiuta su circa 1,1 miliardi di posizioni in bonis e circa 2,6 miliardi di posizioni non performing (di cui 2,2 miliardi di posizioni utp pari a circa il 74,4% del portafoglio relativo), nei primi nove mesi sono state contabilizzate rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti verso clientela per 219,2 milioni.
Il cda ha approvato una manovra di rafforzamento per assicurare il ripristino dei coefficienti patrimoniali: l’emissione di obbligazioni subordinate Tier 2 e in un successivo aumento di capitale. Le due operazioni combinate ammontano a un massimo di 400 milioni. Le obbligazioni verranno sottoscritte per 320 milioni dallo schema volontario di intervento del Fondo interbancario di garanzia. La sottoscrizione è prevista nei prossimi giorni (qui altre informazioni). I restanti 80 milioni saranno collocati presso investitori privati (compresi eventuali attuali azionisti), che avranno la possibilità di sottoscrivere fino a 200 milioni (riducendo eventualmente l’impegno dello schema volontario di intervento).
Il 21 dicembre 2018 è stata fissata l’assemblea straordinaria degli azionisti per approvare la delega per aumentare il capitale sociale, in via scindibile, sino a 400 milioni (inclusivo di sovrapprezzo), con l’emissione di nuove azioni ordinarie da offrire in opzione ai soci.

























