L’intesa nel governo sul rapporto deficit/pil al 2,4% per i prossimi tre anni ha messo la Borsa di Milano in sofferenza. Ftse Italia All-Share segna -3,51% a 22.917,54 punti e Ftse Mib -3,72% a 20.711,70 punti. Hanno accusato il colpo soprattutto le banche. Sul listino principale i maggiori ribassi sono di Banco Bpm (-9,43%), Intesa Sanpaolo (-8,44%), Bper Banca (-8,34%), Ubi Banca (-7,84%). Il miglioramento di Wall Street e la risalita dei prezzi del petrolio hanno contribuito a ridurre il calo dei listini.
Lo spread tra il Btp e il Bund ha chiuso in rialzo di 32 punti base a 267 da 235 (Bloomberg), con il tasso sul decennale arrivato al 3,13% dopo avere toccato un massimo di 281 punti.
I prezzi del petrolio sono aumentati in scia alle voci secondo cui la Cina sta riducendo gli acquisti di greggio iraniano e gli Usa non intendono intaccare le proprie riserve: il Wti scadenza novembre quota a 73,3 dollari al barile, il Brent nella medesima consegna sale a 82,78 dollari al barile (nuovo massimo da novembre 2014)
Sul Forex Euro/dollaro torna sopra 1,16 nel pomeriggio e segna in chiusura dei mercati continentali 1,1623. Il cambio fra dollaro e yen arriva 113,6. La sterlina arretra a 1,301 dollari e resta a 0,89 nei confronti della divisa europea,
L’incertezza politica italiana ha frenato anche gli altri listini europei. Il Dax di Francoforte segna -1,5%, il Cac 40 di Parigi -0,8%), il Ftse 100 di Londra -0,5%.
























