Il commissario per l’ emergenza di Ponte Morandi Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci hanno scritto una lettera al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti per «suggerire un provvedimento di legge ad hoc che non deve essere per forza una legge speciale per Genova, ma può essere messo nel prossimo Milleproroghe per andare oltre il primo decreto di emergenza che fissò i primi fondi per gli indennizzi e quindi per avere nuovi fondi», Lo ha annunciato Toti facendo il punto della situazione insieme a Bucci e agli assessori regionali Andrea Benveduti e e Giacomo Giampedrone.
Toti chiede inoltre al Governo la possibilità di semplificare la normativa che riguarda gli interventi nella zona.
Quanto alla possibilità che il governo decida di nominare un commissario per la ricostruzione, dopo la nomina di Toti a commissario per l’emergenza, Toti ha dichiarato che in questa eventualità suggerirà di individuare la figura del commissario alla ricostruzione all’interno della struttura commissariale già esistente. È un auspicio, ha precisato il commissario per l’emergenza, dettato dal desiderio di non frazionare l’organizzazione.
Toti ha comunicato inoltre che «È stato presentato il piano di demolizione preliminare. Per avere la tempistica esatta andremo a chiedere il permesso alla procura perché l’ area è sequestrata. Il piano di demolizione sarà più breve del previsto, si pensa a 30 giorni di esecuzione. Il moncone Est sarà demolito in modo più rapido con mezzi meccanici robotizzati e cariche esplosive, il moncone ovest sarà smontato pezzo pezzo con delle gru. In un mese potrebbe essere operativo il piano esecutivo».
Il commissario ha precisato che non tutte le case saranno interessate dall’abbattimento dei due tronconi, alcune potrebbero rimanere intatte. In ogni caso, insieme ai proprietari delle case distrutte con la demolizione del ponte riceveranno un indennizzo per il disagio subito anche i proprietari di immobili rimasti intatti.
L’ assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti ha dichiarato che la Regione chiederà al Governo l’ istituzione di una zona logistica speciale per l’ area di portualità genovese allargata coinvolta anche indirettamente dal crollo del ponte Morandi. Non sarà proposta l’ istituzione di una zona economica speciale.
«Chiederemo al governo – ha spiegato Benveduti – un sistema di facilitazioni, supporti, sgravi fiscali, sconti sulle accise, sul carburante, sugli oneri di ancoraggio, una sorta di ferrobonus per le aziende che movimentano le merci su ferro, non su strada, agevolazioni doganali e altro, per tutte le imprese della portualità ‘ allargata’ coinvolte dalla tragedia. Dopo molti anni di declino Genova stava rialzando la testa, non vogliamo che questo slancio si interrompa».
























