Chiusura in rialzo per le Borse europee, al termine di una giornata di forte volatilità.
Lo scenario è tuttavia complesso, sia perché al momento non sono prevedibili le conseguenze della Brexit sia perché l’inflazione stenta a decollare. Proprio oggi è emerso che l’indice dei prezzi nella zona euro a giugno ha registrato un timido rialzo dello 0,1%, in miglioramento dal -0,1% di maggio, ma ancora deludente per gli investitori.
I listini sono stati sollevati nel finale dalle dichiarazioni del governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney che, alla luce della Brexit ha annunciato nuove misure di allentamento monetario. A registrare i guadagni maggiori è Londra, con l’indice Ftse 100 in rialzo del 2,27% a 6.504 punti. Il Dax di Francoforte cresce dello 0,71% a 9.680 punti, il Cac 40 di Parigi sale dell’1% a 4.237 punti.
Milano avanza con Ftse Mib a 16.197,78 (+1,57%) e Ftse Italia All-Share a17.774,94 (+1,51%).
Protagonisti a Piazza Affari, come sempre, i bancari, con Unicredit balzata del 2,28% nel giorno in cui è stato reso noto il nome del nuovo amministratore delegato, JeanPierre Mustier, che assumera’ l’incarico il prossimo 12 luglio.
Debole Mps (-2,44%), bene Intesa Sanpaolo con +3,28%, Mediobanca a +1,68%, Carige ha invece lasciato il 2,71% all’indomani della presentazione del piano al 2020. Tra gli assicurativi, Generali in rialzo dell’1,54%.
In rialzo gli energetici, Eni +1,54%, Enel +2,05%, Saipem +1,53%.
Telecom Italia ha chiuso in calo dell’1,28%, tra gli industriali Finmeccanica +0,95%, Ferrari +2,29%, Fiat Chrysler +1,95%.
Sul fronte dei cambi, l’euro è tornato sotto l’importante soglia di 1,11 sul dollaro: passa di mano a 1,1069 dollari (ieri 1,113). La divisa vale inoltre 114,09 yen, mentre il dollaro-yen si attesta a 102,7. Si è di nuovo indebolita la sterlina: il rapporto sterlina-dollaro è tornato a 1,3295 (ieri 1,3516), mentre il cross euro-sterlina vale 0,8350 (ieri era a 0,8222).
Scivola il prezzo del greggio, dopo il rialzo di ieri: il wti contratto con scadenza agosto arretra del 2% a 48,88 dollari al barile. Infine ha di nuovo ripreso a salire l’oro: si attesta a 1.321 dollari all’oncia in progresso dello 0,15%.
























