Chiusura debole per le Borse europee, non incoraggiate dallo scenario globale e dalle prospettive sulla politica monetaria delle banche centrali. L’inflazione preliminare di giugno dell’eurozona risulta in linea con le attese, l’indice Cpi ha registrato un aumento del 2% su base annua, in rialzo di un decimo rispetto al mese precedente, principalmente a causa dei rincari dei carburanti legati al temporaneo picco del prezzo del petrolio, successivamente rientrato. La presidente della Bce Christine Lagarde non ha dato certezze, dichiarando che la Banca centrale europea continuerà a decidere meeting dopo meeting, sulla base dei dati, e non si impegna in alcun percorso predefinito sui tassi. Il numero uno della Fed, Jerome Powell, ha detto che la banca centrale statunitense avrebbe già tagliato i tassi se non fosse stato per i dazi. Non ha escluso di tagliarli a luglio ma non l’ha nemmeno promesso.
Milano segna -0,58%, Londra +0,28%, Parigi -0,04%, Francoforte -0,99%, Madrid -0,01%. Spread Btp/Bund sui 90 punti (variazione +2,49%, rendimento Btp 10 anni +3,48%, rendimento Bund 10 anni +2,58%).
A Piazza Affari svetta Campari (+3,43%), seguito da Brunello Cucinelli che sale del 3,10% grazie alla promozione a buy da parte degli analisti di Bofa. In coda Leonardo, che crolla del 5%. Secondo alcunu analisti il gruppo italiano sarebbe penalizzato penalizzato, come altri del comparto della difesa, dai timori sui tagli alla spesa militare in Francia, secondo altri si tratterebbe di prese di beneficio dopo i forti aumenti dei giorni scorsi. Perde il 4,21% Mediobanca dopo dopo l’uscita dal capitale di Banca Mediolanum che ha venduto sul mercato il suo 3,5%.
Nessuna variazione significativa per l’euro/dollaro Usa, rimasto sui valori della vigilia a 1,178. L’oro continua gli scambi a 3.341,5 dollari l’oncia, con un aumento dell’1,16%.
Il petrolio (Light sweet crude oil) continua gli scambi con un aumento dello 0,81%, a 65,64 dollari per barile.
























