Un lavoro oltrefrontiera con l’aiuto delle istituzioni. Il “kit del cercatore” comprende un curriculum vitae in lingua francese, meglio se tascabile e registrato su chiavetta usb. L’appuntamento è a Mentone, giovedì prossimo dalle 9.30 alle 17 al Palais de l’Europe, che per l’occasione accoglierà una vera e propria fiera del lavoro: in una sessantina di stand saranno presenti aziende, agenzie interinali o professionisti, tra cui la Chambre des metiers et artisanat, il Montecarlo Country Club e molti altri. A fianco del Pole Emploi francese e del Service pour l’Emploi monegasco ci sarà lo stand del Centro per l’Impiego di Ventimiglia, nel quadro del protocollo d’intesa sul lavoro frontaliero, attivo da qualche anno, volto a sviluppare una rete italofrancese per il lavoro. I delegati italiani saranno presenti per tutta la giornata insieme ai consiglieri professionali e con le offerte locali, regionali ed Eures, oltre a una selezione di offerte interinali grazie alla collaborazione con Gruppo Conform e le principali agenzie di somministrazione.
«Dal lato francese saranno invece presenti alcune aziende, ma soprattutto gruppi e categorie, ad esempio i “syndicat” degli albergatori delle Alpi marittime» spiega la responsabile del Centro per l’impiego di Ventimiglia Alessandra Lorenzi. Il protocollo d’intesa, attivo da anni, permette ai lavoratori di avvicinarsi a un mercato storicamente più dinamico: «I frontalieri fanno parte del nostro tessuto economico – continua la responsabile del centro per l’impiego intemelio – anche se è difficile fornire dati precisi perché gli enti italiani e francesi non scambiano questo genere di informazioni». Gli ultimi studi, non proprio recenti, ipotizzavano almeno 2 mila lavoratori residenti in Italia che si recavano a lavorare in Francia, ma comprendevano anche i francesi residenti in Italia per ragioni fiscali. Numeri, probabilmente, inferiori alla realtà: «La maggior parte delle offerte francesi per lavoratori italiani – spiega Alessandra Lorenzi – si concentrano nel settore ricettivo e del commercio, tra cui la grande distribuzione, ma non mancano opportunità per profili più qualificati».
Discorso ancora più articolato nel Principato di Monaco. Nel microstato lavorano ben 50 mila persone (dati 2014), a fronte di una popolazione di 35 mila abitanti. Di questi, i salariati sono circa 47 mila e in aumento costante: 4 mila i residenti in Italia, di cui 3850 i lavoratori dipendenti. Sono invece oltre 7 mila gli italiani che lavorano a Monaco, a prescindere dal luogo di residenza. Per trovare lavoro nel Principato è necessario ottenere un permesso e le aziende devono riservare per almeno quattro giorni le proprie offerte a chi ne è già in possesso. Passato questo periodo, se il profilo non viene reperito, le offerte vengono messe a mercato principalmente dalle agenzie interinali. Nella maggior parte dei casi la risposta standard di quest’ultime a chi fa domanda è che i lavoratori senza permesso non possono essere inseriti nelle liste. Ma una volta trovato il profilo giusto (le offerte si possono consultare sul sito privato www.emoloi-monaco.com) le opportunità si aprono. Quali “atout” per un lavoro alla corte del Principe? «Conoscere bene il francese è importante, ma in alcuni casi può bastare un inglese fluente insieme a qualifiche professionali e, meglio ancora, una lingua rara, ad esempio il russo» – spiega la responsabile del Centro per l’impiego di Ventimiglia.
Il Centro per l’impiego sarà a Mentone con le offerte di lavoro locali attualmente disponibili. Un mercato del lavoro, quello dell’estremo ponente, ingessato da anni, che spera di trarre nuovo ossigeno dalla futura introduzione della zona franca nel territorio comunale di Ventimiglia.
























