I dati deludenti sul pmi manifatturiero cinese e quello sui sussidi di disoccupazione negli Usa, cresciuti più delle attese, insieme alla previsione di una stretta monetaria in arrivo da parte delle banche centrali, hanno imposto cautela alle Borse europee, che hanno chiuso in ribasso. Il Dax 40 di Francoforte segna -0,68, il Cac 40 di Parigi -0,62%, il Ftse 100 di Londra -0,31 % , l’Ibex 35 di Madrid -0,94%, il Ftse Mib di Milano -0,21%. In lieve ampliamento lo spread Btp/Bund, a 104 punti (+1,36%).
A Piazza Affari hanno sostenuto il Mib i petroliferi (Tenaris +1,81%, Eni +1,39%) e il risparmio gestito (Banca Mediolanum +0,86%, Azimut +0,81%, Fineco +0,93%) ma il testa si è piazzato il titolo di Recordati (+3%). Bene anche Mediobanca (+1%) dopo il rafforzamento del patto che controlla circa il 10% dell’istituto. Ancora in ribasso Telecom (-1,85%), giù anche Enel (-2,09%) in una seduta negativa per le utility europee e Nexi (-2,88%).
Il dollaro, pur rallentando la corsa nel pomeriggio, continua il suo rally, chiudendo sotto quota 1,16 per un euro (1,1590 da 1,1618) come non succedeva da luglio 2020.
Petrolio poco mosso il prezzo del greggio, a causa della forza del dollaro e con gli investitori in attesa delle indicazioni sulla produzione che verranno dal meeting Opec+ di lunedì 4 ottobre. A New York il Wti novembre tratta a 75,11 dollari al barile, il Brent novembre in calo a 78,46 dollari al barile.
























