«Mi pare che tutti stiano parlando di una cosa che vedono in modo diverso uno dall’altro: chi vuole la federazione, chi vuole il partito unico, chi ci vede dentro anche la Meloni e chi no. Io dico che, se semplifichiamo il panorama politico italiano, male non fa, ma non può essere un’operazione estemporanea, che nasce in una notte di mezza estate». Lo ha dichiarato, secondo quanto riporta l’agenzia Dire, il presidente della Regione Liguria e co-fondatore di Coraggio Italia, Giovanni Toti, a “Un giorno da pecora”, su Radio 1 Rai, parlando del dibattito interno al centrodestra sulla federazione proposta da Matteo Salvini e il partito unico rilanciato da Silvio Berlusconi.
«Il percorso per costruire un partito come quello repubblicano statunitense o come quello conservatore inglese è complesso – ha proseguito il governatore ligure – occorre avere strumenti di democrazia interna e una storia consolidata. Sono disponibile a discutere di tutto: sono stato uno dei primi a parlare del partito unico del centrodestra, quando nessuno lo voleva. Ma dico anche che è difficile mettere insieme chi sta con i popolari, chi sta con la destra estrema, gli euroscettici. Se metti insieme tante anime dentro un partito, occorre darsi delle regole perché le varie sensibilità devono essere pesate».
Quanto a Coraggio Italia, conclude Dire, Toti sostiene che «il reale cambio di passo lo decreteranno gli elettori: tutti i movimenti che nascono al centro dello schieramento politico nascono da un esame della realtà. Tutti hanno ben chiaro che c’è un deficit di rappresentanza moderata, sia nel centrodestra che nel centrosinistra».
























