Taglio del nastro per Seafuture, nona edizione della fiera internazionale dedicata all’economia del mare, all’Arsenale della Spezia.
Organizzata da Italian Blue Growth in collaborazione con la Marina Militare e sotto l’alto patrocinio e con il supporto del ministero della Difesa, la manifestazione, in programma sino al 2 ottobre, si conferma un hub strategico nel Mediterraneo.
Non è un caso che i numeri siano in crescita: 50.000 metri quadrati di area espositiva, oltre 350 aziende partecipanti, 90 paesi coinvolti, 60 delegazioni estere ospiti, 4 giorni di eventi, 25 panel tematici, 44 sessioni di pitching, 5 live demo.
Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growth, è colei che ha ideato e portato avanti la manifestazione, forte di un’innata capacità nel creare una rete di pmi che si relaziona con i big del settore (Consorzio Tecnomar), dichiara: «Negli stand vediamo il meglio della nostra economia legata al mare. Seafuture è nata dalla consapevolezza dell’importanza della blue economy, ma il mare deve diventare strumento di stabilità, dialogo e pace. Da cittadina mi auguro che figli e nipoti non conoscano mai la guerra. Per questo serve un Paese stabile, a questo servono le forze dell’ordine, a difendere i diritti, compreso quello di manifestare». Il riferimento è al presidio pacifista al di fuori della kermesse.
Che la Difesa sia una delle componenti principali dell’economia spezzina ne è ben consapevole il sindaco Pierluigi Peracchini: «C’è un trend in forte crescita che ha ricadute esponenziali su ogni attività o piattaforma economica locale. Il settore della difesa alla Spezia, nello scenario attuale, ha aziende leader che operano sia nel campo della cantieristica sia in quello delle nuove tecnologie applicate. Con una specifica, verso il comparto della subacquea, dove proprio La Spezia, sin da primi del Novecento, è stata protagonista di uno sviluppo tecnologico unico nel quadro della storia mondiale».
La Spezia è al centro di una filiera fatta di tecnologia, di capacità di sinergia tra il comparto militare, il settore scientifico e l’impresa e Sea Future ne l’esempio più concreto. «Grazie al lavoro di questi anni, grazie alla scelta di proteggere un comparto strategico per il Paese e in grado di garantire lavoro, un tessuto economico concreto che occupa più aree contemporaneamente, abbiamo un vero e proprio Sistema-Spezia, che si integra con la città e una provincia, senza andare a limitare quello che è uno sviluppo parallelo del nostro territorio, dove siamo leader mondiali nella nautica di lusso, nella cantieristica diportistica, ma anche protagonisti di un turismo sempre più vario nell’offerta, che spazia dal crocieristico al culturale e si apre a opportunità adatte all’ambiente e alle occasioni esperienziali. Un sistema che però deve essere garantito e mantenuto tramite un lavoro sinergico di tutte le istituzioni, per non perdere quello che è stato costruito e che oggi ci consente di parlare di occupazione, nuove opportunità imprenditoriali, programmi di ricerca scientifica applicata, ma anche di investimenti diretti sul territorio, compreso quelli dal punto di vista demografico».
L’amministrazione, ribadisce Peracchini, continuerà a lavorare su tutti i tavoli perché un evento come questo «non sia solo un appuntamento biennale, ma resta un modello a cui fare riferimento, aprendo sinergie in tutti i settori. Spezia oggi è giustamente al centro del Mediterraneo ed anche nel contesto europeo per tutto ciò che riusciamo a esprimere, dall’accoglienza alla tecnologia alle molte produttività, senza mai dimenticare la nostra storia, il valore che ci arriva da ogni aspetto dello sviluppo della città e di un territorio all’interno della realtà ben chiara che resta un oggettivo riferimento».
Per Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, «Seafuture è non solo una fiera, ma un’occasione, una piattaforma tecnologica, una piattaforma di relazioni, una piattaforma che riesce a mettere assieme le istituzioni, le industrie, le aziende, quelli che lavorano, le marine di tutto il mondo, le persone che stanno sul mare e che lavorano sul mare. È un’occasione unica per far valere quello che è la Blue Economy, la Blue Economy che è già il 15% del Pil in Italia e che per la nostra regione è la fonte principale di sviluppo economico e occupazionale. Noi crediamo nella Blue Economy, la nostra amministrazione ha fatto tutto il possibile e continuerà a fare tutto il possibile per aiutare lo sviluppo della Blue Economy e qui alla Spezia. Vogliamo costruire la Blue Economy che sia in grado di avere una grande ricaduta occupazionale ed economica sul nostro territorio e vogliamo che questo sia un servizio per l’Italia, per il Mediterraneo e per tutto il mondo. Vogliamo che Sea Future diventi una delle piattaforme principali per lo sviluppo della Blue Economy».
Il capo di stato maggiore della marina militare Enrico Credendino aggiunge: «Seafuture rappresenta l’unico salone della difesa del nostro Paese e ha raggiunto la sua nona edizione, una realtà che è cresciuta continuamente e che si impone ai nostri giorni quale importante appuntamento biennale dell’industria della difesa su scala globale. Sea Future non è solo una vetrina imprenditoriale, nel tempo si è trasformato in un luogo dove poter scambiare idee, condividere esperienze e collaborare a nuove iniziative. Un’area di connessione, quindi, una piattaforma per i professionisti del settore e di tutto il mondo, dove è offerta la preziosa opportunità per entrare in contatto con gli offici di procurement delle marine internazionali e sperimentare gli ultimi sviluppi relativi alla tecnologia marittima della difesa e creare nuove sinergie. Peraltro i numeri registrati da questa edizione, oltre a essere un’evidente testimonianza di fiorenti rapporti di amicizia tra le nostre marine, dimostrano che le attività di cooperazione sono sempre più irrinunciabili per fronteggiare lo scenario complesso e sfidante del contesto internazionale, incluso il procurement militare».

























