Chiusura debole e contrastata per le Borse europee, di fronte al rallentamento dell’economia tedesca. Gli indici Pmi in Germania scivolano anche a luglio. Il manifatturiero scende a 38,8 punti, contro le stime di 41. I servizi si attestano a 52 da previsioni di 53,1 punti. Il composito cala a 48,3 dai 50,3 indicati dagli analisti. Questi dati da un lato potrebbe indurre la Bce ad allentare la sua stretta monetaria dall’altro fanno temere un periodo di recessione.
A rendere più incerto lo scenario c’è il risultato delle elezioni spagnole, da cui per ora non emerge una candidatura forte alla leadership. Milano segna +0,19%, Londra +0,27%, Madrid -0,35%, Parigi -0,02%, Francoforte +0,09%.
Spread Btp/Bund sui 163 punti (variazione-0,34%, rendimento Btp 10 anni +4,02%, rendimento Bund 10 anni +2,38%).
A Piazza Affari pesa l’effetto legato allo stacco cedole, tra gli altri di Enel e Pirelli. Positivo il settore auto con Pirelli (+1,69%) e Stellantis (+1,61%) che ha siglato l’accordo con Samsung per la costruzione di una nuova gigafactory negli Usa per la produzione di batterie. Brillano anche Hera (+1,89%) e Saipem (+1,7%). In coda Recordati (-0,6%) dopo la corsa di venerdì scorso legata all’accordo con Gsk, Inwit (-0,6%) e Banca Generali (-0,5%).
L’euro passa di mano a 1,1077 dollari (da 1,1122 venerdì in chiusura) e vale 156,49 yen (da 157,51), mentre il rapporto dollaro/yen è a 141,27 (da 141,65).
In rialzo il gas a 30,5 euro al MWh (+8%) e il petrolio: il contratto consegna settembre sul Brent sale dell’1,7% a 82,4 dollari al barile e quello di pari scadenza sul Wti a 78,6 dollari (+1,9%).
























