«Tra pochi giorni ci troveremo di fronte di fatto a una nuova società con il perfezionamento dell’ accordo tra Governo e ArcelorMittal. La nuova società sarà partecipata per il 50% dal capitale pubblico dello Stato. L’ingresso e la partecipazione dello Stato attraverso Invitalia non possono essere semplicemente una decisione di natura finanziaria. È indispensabile che lo Stato assuma un ruolo e una funzione di indirizzo e di controllo nelle scelte strategiche di politica industriale del gruppo». Lo dichiara la segretaria generale Fiom-Cgil, Francesca Re David, in vista della data del 30 novembre.
«Non vorrei – precisa Re David – che si pensasse che abbiamo fatto una trattativa di un anno con il vicolo occupazionale e zero esuberi con un’ azienda privata e che ora si possa trattare gli esuberi con un’ azienda per metà pubblica. Anche perché a noi non è arrivata nessuna disdetta dell’ accordo sindacale firmato al Mise il 6 settembre del 2018. L’ accordo del 2018 prevedeva 10.700 occupati subito e la clausola di salvaguardia occupazionale con il rientro dei 1.700 lavoratori in amministrazione straordinaria entro il 2023. Troviamo inaccettabili l’ atteggiamento del Governo e anche il comportamento dell’ azienda».
«Chiediamo un cronoprogramma preciso degli investimenti in grado di accelerare le ricadute positive in termini ambientali, industriali e occupazionali» – conclude la segretaria generale Fiom-Cgil.
























