Chiudono in rosso le Borse europee, frenate dalla crisi argentina, dal calo della lira turca e dai timori innescati dai nuovi dazi annunciati dal presidente Usa Donald Trump. L’indice d’area Stoxx 600 segna -1%, Parigi -1,54%, Francoforte-1,39%, Londra -1%. Milano ha terminato piatta le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 22.817,89 punti (-0,04%) e Ftse Mib a 20.581,78 punti (-0,09%).
Piazza Affari è scesa nel finale di giornata: le dichiarazioni di Salvini (intervista al Sole -24 ore di ieri), Conte e di Maio sull’intenzione del governo di tenere i conti in ordine hanno avuto un effetto positivo sull’andamento dei listini per gran parte della seduta, poi, probabilmente, nel finale gli operatori sono stati indotti alla cautela dalle tensioni internazionali. Le rassicurazioni del governo comunque hanno allentato la pressione sui titoli di stato italiani: il rendimento del decennale è tornato sotto il 3%, mentre lo spread con il Bund tedesco si è ristretto sotto i 260 punti, spingendo in Borsa i bancari. I rialzi maggiori sono tutti del comparto bancario-finanziario: Banco Bpm +7,17%, Ubi Banca +6,31%, Bper Banca +4,27%, Mediobanca+3,25%.
Sul mercato dei cambi l’euro ha recuperato terreno nei confronti del dollaro. In rialz anche la sterlina, in seguito a indiscrezioni stampa secondo le quali Germania e Regno Unito sarebbero pronte ad accettare un accordo sulla Brexit anche prima di aver definito tutti i dettagli. L’euro vale 1,1618 dollari (1,1547 in avvio e 1,1555 alla vigilia) e 129,5445 yen (128,68 e 128,817). Il dollaro passa di mano a 111,485 yen (111,42 e 111,462) e la sterlina a 1,29011 dollari.
In calo il petrolio, con il contratto sul Wti consegna Ottobre che perde l’1,4% a 68,85 dollari al barile.
























