Chiudono in ribasso i principali listini europei nonostante l’andamento lievemente positivo di Wall Street, penalizzati dai timori di una allentamento degli stimoli monetari e di incrementi dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Le dichiarazioni rilasciate in settimana dai governatori di Bce, Fed e Bank of England sono state interpretate come annunci di un graduale rialzo dei tassi nel caso le condizioni economiche continuino a migliorare. La prospettiva provoca instabilità sui mercati, ormai abituati da anni a tassi di interesse molto bassi.
Milano registra Ftse Italia All-Share a 22.745,62 (-0,58%) e Ftse Mib a 20.584,23 (-0,58%). Il Ftse 100 di Londra segna -0,5%, il Cac 40 di Parigi -0,7%, il Dax di Francoforte -0,7%.
A Piazza Affari bene Unipol (+2,67%) nel giorno in cui ha annunciato la creazione di una bad bank che libera la banca dalle sofferenze e la cessione di due controllate a Unipolsai (-3,63%). Tra gli altri finanziari, Unicredit a -1,39%, Mediobanca -0,40%, Intesa Sanpaolo +0,07%), Bper -1,09%, Generali -1,44%, Banco Bpm -0,41%.
Tra gli energetici Eni a -1,05%, penalizzata da Kepler Cheuvreux che ha tagliato il giudizio da buy a hold con target price ridotto da 17,5 a 14 euro, Enel a -1,01%, Saipem a-0,55%, Italgas a +1,24% in scia alla notizia che la sua offerta (l’unica) è stata ammessa alla gara per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas per l’Atem Torino 2.
Telecom -1,28%, Mediaset -1,54%, penalizzata dal rosso della controllante Fininvest.
Tra gli industriali a maggior capitalizzazione, Fca -1,23%, Leonardo +0,07%.
Tra le materie prime prosegue la risalita del petrolio, con il Brent (+1%) a 47,9 dollari e il Wti (+1,5%) a 45,6 dollari. Rallenta momentaneamente il sell-off sull’obbligazionario, con il rendimento del decennale italiano poco mosso al 2,15% e lo spread Btp-Bund in area 168 punti base.
























