Le Borse europee chiudono in calo dopo la decisione della Fed di rialzare di un quarto di punto i tassi Usa, portando il Fed fund tra l’1% e l’1,25%. Il rialzo del costo del denaro era previsto ma gli operatori temono che la politica monetaria possa diventare troppo restrittiva. Sui listini del Vecchio Continente hanno avuto effetto negativo anche l’andamento di Wall Street, con le vendite che tornano a colpire in particolare i tecnologici. Un segnale negativo viene anche dal petrolio, con il prezzo in ulteriore calo. A Londra l’Ftse 100 perde lo 0,74% a 7.419,36 punti, a Parigi il Cac lo 0,50% a 5.216,88 punti, a Francoforte il Dax lo 0,89% a 12.691,81 punti. Giù anche Milano con Ftse Italia All-Share a 23.068,54 (-0,61%) e Ftse Mib a 20.847,51 (-0,54%).
A Piazza Affari male Saipem (-3,6%), Banca Generali (-3,1%) e Italgas (-3%). Vendite anche su Stm (-2,5%), Leonardo (-2,5%) e Buzzi (-1,8%), che pagano in parte la forte esposizione sul mercato americano. Debole anche il bancario a eccezione di Ubi (+1,7%).
Netto calo di Fca (-1,3%) dopo l’annuncio del richiamo volontario di circa 209 mila veicoli in nord America. In controtendenza Cnh (+3%) che sale in testa al Ftse Mib dopo che Equita ha migliorato la raccomandazione sul titolo da hold a buy e migliorato il target price da 9 a 11,8 euro.
La stretta della Fed ha giovato alla moneta Usa con l’euro/dollaro sceso a 1,115 e il dollaro/yen salito a 110,6, mentre è stato penalizzato l’oro, tornato in area 1.250 dollari l’oncia. In recupero la sterlina (Gbp/Usd a 1,277 ed Eur/Gbp A 0,874),
Tra le materie prime ancora debole il petrolio dopo il tonfo di ieri seguito alla pubblicazione dei dati sulle scorte Usa, con il Brent (-0,2%) a 46,9 dollari e il Wti (-0,5%) a 44,5 dollari.
Sull’obbligazionario, infine, si restringe ulteriormente lo spread Btp-Bund, che scende sotto quota 170 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,97 per cento.
























